(Agen Food) – New York, 28 ott. - Rafforzare il posizionamento sul mercato statunitense, ampliare…

Signorvino a Vinitaly: nasce l’Accademia Internazionale del Bere in Salute
(Agen Food) – Verona, 14 apr. – Si è tenuta nella seconda giornata di Vinitaly 2026 la conferenza “Vino e Longevità. Salute, cultura, convivialità e tendenze”, con cui Signorvino – la Grande Cantina Italiana fondata da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, e con Federico Veronesi AD – ha presentato ufficialmente l’Accademia Internazionale del Bere in Salute (AIBS): un organismo scientifico e culturalecon vocazione divulgativa, nato per restituire al vino una narrazione fondata sull’evidenza, sottraendola alle semplificazioni che hanno dominato il dibattito pubblico degli ultimi anni.
L’evento si è svolto presso il MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste), alla presenza di Federico Veronesi (AD di Signorvino e Oniwines), Sandro Veronesi (Presidente del Gruppo Oniverse), Federico Bricolo (Presidente Veronafiere) e con scienziati di fama internazionale impegnati nello studio della longevità e del benessere:
- Prof. Giovanni Scapagnini — Relatore principale e ideatore del comitato. Professore Ordinario di Nutrizione Clinica, Università del Molise. Tra i massimi esperti italiani di geroscienze nutrizionali e longevità.
- Prof.ssa Karin B. Michels — UCLA (University of California, Los Angeles). Specializzata in epidemiologia.
- Prof. Arrigo Francesco Giuseppe Cicero — Università di Bologna. Specializzato in prevenzione cardiovascolare e cardiometabolica.
- Prof. Paolo Francalacci — Università di Cagliari, Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente.
- Prof. Eugenio Luigi Iorio — Università del Brasile e del Giappone. Medico e chirurgo, specialista in biodinamica e chimica clinica.
- Prof. Andrea Sbarbati — Università di Verona. Professore Ordinario di Anatomia e Istologia.
- Prof. Giovambattista Desideri — Sapienza Università di Roma | Medicina interna e Geriatria
Fanno parte dell’Accademia anche:
- Prof.ssa Immaculata De Vivo — Harvard T.H. Chan School of Public Health / Harvard Medical School. Epidemiologia Medica e molecolare.
- Prof. Donald Craig Willcox — Okinawa International University. Epidemiologia dell’invecchiamento e gerontologia di popolazione.
- Prof. Davide Grassi — Università degli Studi dell’Aquila. Medicina Interna; prevenzione cardiovascolare e nutraceutica.
Presenti al convegno anche il Ministro Gianmarco Mazzi (Ministro del Turismo italiano) e Matteo Zoppas (Presidente ICE — Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) per un saluto istituzionale, sottolineando la rilevanza strategica dell’iniziativa per la promozione del modello alimentare e culturale italiano nel mondo.
Le voci istituzionali
“Questo convegno risponde con rigore scientifico a un dibattito pubblico che è stato troppo spesso guidato da semplificazioni distanti dalla nostra tradizione culturale. È compito degli scienziati definire il quadro di riferimento. Signorvino ha avuto il merito di aprire questo spazio, portandolo nella sede più autorevole del settore.”
Federico Bricolo, Presidente Veronafiere
“Il settore vive una fase di profonda trasformazione, in cui la comunicazione sulla salute gioca un ruolo determinante. Noi di Signorvino lavoriamo ogni giorno per avvicinare le persone al vino in modo consapevole senza barriere, senza sovrastrutture. Ma su un tema come quello della salute non possiamo parlare da soli: abbiamo bisogno della scienza. L’Accademia nasce esattamente da questa esigenza: mettere dati e ricerca al servizio di chi vuole capire e conoscere, non solo di chi vuole bere. Il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio UNESCO ci ricorda che mangiare e bere secondo le nostre tradizioni non è un atto privato: è un atto comunitario, che trasmette saperi, genera benessere, crea legami. In questo quadro, il vino non è mai stato solo una bevanda: è parte integrante di un modello di vita che il mondo ci invidia e che la scienza oggi ci dice di proteggere.”
Federico Veronesi, Amministratore Delegato di Signorvino e Oniwines
“L’Italia è tra i paesi con la più alta aspettativa di vita al mondo, e il vino fa parte integrante del nostro modello alimentare e culturale da millenni. Di fronte a un dibattito sempre più polarizzato, abbiamo ritenuto necessario affidare alla scienza il compito di rispondere con rigore. Da quella scelta è nata l’Accademia.”
Sandro Veronesi, Presidente del Gruppo Oniverse
“Moderare non è rinunciare: i dati che cambiano la conversazione”
Prof. Giovanni Scapagnini — Università degli Studi del Molise | Relatore principale e ideatore del comitato
Il Prof. Giovanni Scapagnini, relatore principale e ideatore del comitato scientifico, ha aperto i lavori tracciando una distinzione che la letteratura più recente supporta con forza crescente: il vino non è assimilabile all’alcol in senso generico e si pone, rispetto ad esso, in una posizione scientificamente distinta. A sostegno, ha presentato due studi di recentissima pubblicazione. Il primo, tratto dal Progetto Moli-sani che ha coinvolto circa 22.495 partecipanti (International Journal of Public Health, marzo 2026), dimostra che un consumo moderato di vino nell’ambito della Dieta Mediterranea rallenta l’invecchiamento biologico in modo significativo, effetto assente con la stessa quantità di etanolo assunta da birra o superalcolici. Il secondo, presentato all’American College of Cardiology e basato su 340.000 soggetti del database UK Biobank monitorati per 13 anni, quantifica in un -21% la riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare nei consumatori moderati di vino, contro un +9% per chi consuma la stessa quantità di alcol da altre fonti. Sull’Accademia, Scapagnini ha tenuto a precisarne la natura: “Non un punto di arrivo, ma un atto costitutivo — perché ogni anno vengono pubblicati lavori importanti sull’impatto positivo del vino, e vogliamo che questo diventi un appuntamento costante.”
“L’intestino ha capito tutto prima di noi”
Prof.ssa Karin B. Michels — UCLA / Università di Friburgo | Epidemiologia nutrizionale e microbioma
La Prof.ssa Karin B. Michels (UCLA / Università di Friburgo) ha costruito il suo intervento attorno a una distinzione spesso trascurata nel dibattito pubblico: il vino è un alimento fermentato, non una bevanda alcolica tout court, e questa differenza ha conseguenze biologiche rilevanti. La fermentazione preserva (storicamente il vino ha sostituito l’acqua contaminata, salvando vite) e arricchisce il microbioma intestinale, che Michels ha definito “il nostro più importante organo immunitario“. Il vino rosso se consumato in modo moderato agisce su questo sistema in modo duplice: come probiotico, introducendo microrganismi benefici, e come prebiotico, grazie ai polifenoli della buccia dell’uva che nutrono la flora batterica esistente. Il risultato è un aumento della diversità microbica, associata a minore adiposità, colesterolo LDL più basso e migliore controllo insulinico. Il dato più rilevante riguarda però il cervello: attraverso l’asse intestino-cervello, i metaboliti prodotti dalla fermentazione agiscono come messaggeri che supportano le funzioni cognitive e riducono il rischio di demenza.
“Gli acidi grassi a catena corta prodotti dalla fermentazione sono i messaggeri che non solo nutrono il sistema immunitario, ma fanno stare bene anche il cervello. Molti studi hanno dimostrato come il vino riduca il rischio di demenza. Il canale è proprio questo: l’influenza positiva sul microbioma intestinale che si traduce in benefici neurologici.”
“Il vino che protegge il cuore”
Prof. Arrigo F.G. Cicero — Università di Bologna | Nutraceutica e prevenzione cardiovascolare
Il Prof. Arrigo F.G. Cicero (Università di Bologna, Presidente della Società Italiana di Nutraceutica) ha affrontato una domanda: perché alcune tra le più autorevoli società scientifiche internazionali hanno abbandonato una narrativa consolidata di cardioprotezione, passando a un messaggio di astensione totale? La risposta è contestuale: quel cambio di posizione riflette la realtà epidemiologica di paesi con elevato rischio cardiovascolare da abitudini alimentari scorrette e consumo alcolico non contestualizzato: un quadro non sovrapponibile al modello mediterraneo, dove gli studi mostrano sistematicamente effetti protettivi perché il consumo è integrato nei pasti e nella socialità. Un segnale in questa direzione arriva dalle stesse istituzioni europee: le linee guida della Società Europea di Cardiologia, pubblicate nell’agosto 2025, hanno reintrodotto il riconoscimento dell’effetto protettivo del consumo moderato di vino nell’ambito di una dieta equilibrata. La conclusione di Cicero riposiziona l’intera missione dell’Accademia: “L‘obiettivo non è promuovere il vino, ma restituire al dibattito la complessità che gli appartiene. Le popolazioni più longeve al mondo (giapponesi, italiani e spagnoli) condividono modelli alimentari che includono il consumo moderato e contestualizzato di bevande fermentate.”
“Invecchiare non è solo sopravvivere: il vino come alleato geriatrico”
Prof. Giovambattista Desideri — Sapienza Università di Roma | Medicina interna e Geriatria
“La letteratura pubblicata sulle riviste di maggiore impatto, incluso l’European Heart Journal, documenta una riduzione della mortalità cardiovascolare associata al consumo moderato di vino nell’ambito della Dieta Mediterranea. In ambito geriatrico, questa evidenza si traduce in un criterio clinico da valutare caso per caso, tenendo conto del profilo complessivo del paziente e del suo contesto di vita.”
Il tema della socializzazione come determinante di salute ha attraversato l’intero intervento: l’isolamento sociale, ha ricordato Desideri, è oggi riconosciuto come fattore di rischio clinico. Il vino condiviso a tavola non è un dettaglio culturale accessorio, ma parte integrante di un modello di vita che la medicina geriatrica studia come fattore di protezione.
“La curva dose-risposta è un principio cardine della farmacologia e della nutrizione clinica: prevede sempre una soglia ottimale. L’eliminazione indiscriminata di una sostanza che a dosi moderate produce effetti protettivi documentati non è un approccio scientificamente corretto, indipendentemente dalla semplicità del messaggio comunicativo.”
“Nel DNA, la memoria del vino: 11.000 anni di coevoluzione”
Prof. Paolo Francalacci — Università degli Studi di Cagliari | Genetica di popolazione e DNA antico
Il Prof. Paolo Francalacci (Università di Cagliari), genetista delle popolazioni e ultimo allievo del Prof. Cavalli-Sforza, ha portato la prospettiva dell’evoluzione. La cosiddetta “tolleranza” all’alcol non è un dato culturale ma biologico, determinato dall’equilibrio tra due enzimi (ADH e ALDH2), le cui varianti si distribuiscono in modo disomogeneo tra le popolazioni del mondo. Le popolazioni mediterranee hanno sviluppato nel corso dei millenni un profilo enzimatico favorevole, frutto di una coevoluzione con la vite che una recente ricerca pubblicata su Science colloca tra le prime forme di coltivazione della storia umana, contemporanea o addirittura precedente alla panificazione: “La nostra agricoltura parte dal vino, non solo dal pane. In prospettiva evolutiva, il vantaggio selettivo associato al consumo di bevande fermentate non è stato individuale, ma collettivo. Il vino ha contribuito alla coesione del gruppo sociale, alla sicurezza alimentare e alla trasmissione culturale: una strategia evolutiva prima ancora che una scelta alimentare.”
“I polifenoli del vino: molecole che parlano con il corpo”
Prof. Eugenio Luigi Iorio — Universidade Federal de Uberlândia / Tokyo Redox Center | Biochimica clinica e redox medicine
“La vinificazione rappresenta uno dei passaggi più significativi nell’evoluzione culturale della specie umana: il primo esempio documentato di intervento consapevole dell’uomo su un processo biologico complesso, contemporaneo o precedente alla stessa panificazione.”
Il cuore del suo intervento è stato il sistema redox: tutti gli organismi viventi, dai microbi all’uomo, sono soggetti alle regole dell’ossidazione. I componenti fenolici del vino informano l’essere umano delle condizioni ambientali in cui la vite ha vissuto, attraverso il meccanismo della xenoormesi. Il resveratrolo attiva vie come NRF2 e le sirtuine, implicate nell’invecchiamento di successo; i nitrati del vino vengono convertiti in ossido nitrico dal microbiota orale e gastrico, con effetti vasodilatatori documentati. I solfuri, tradizionalmente considerati difetti enologici, entrano anch’essi nel gioco di modulazione del sistema redox.
“I nitrati del vino vengono convertiti in ossido nitrico — un vasodilatatore fisiologico — attraverso l’azione del microbiota orale e gastrico. Il resveratrolo potenzia questo effetto attivando l’ossido nitrico sintetasi endoteliale. La modulazione del flusso vascolare rappresenta uno dei meccanismi più rilevanti attraverso cui i polifenoli del vino interagiscono con il sistema cardiovascolare.”
“Il vino è come una mano che tocca sei tasti: e da quei tasti escono sinfonie”
Prof. Andrea Sbarbati — Università degli Studi di Verona | Anatomia Umana, istologia e medicina rigenerativa
Anatomista e storico della medicina, Sbarbati ha proposto una lettura del vino come sistema di attivazione biologica multisensoriale, costruita attorno a un’immagine: “Il vino è come una mano che tocca sei tasti contemporaneamente, e da questi sei tasti escono sinfonie.”
I sei sistemi recettoriali attivati dal vino nell’organismo: i recettori gustativi classici, che distinguono dolce e amaro; i recettori olfattivi, amplificati dall’alcol che fa evaporare i composti aromatici; i recettori vomeronasali, che governano la dimensione emotiva dell’esperienza; le terminazioni libere trigeminali, che danno il senso astringente, il calore, il freddo; e infine le cellule isolate chemosensoriali — presenti non solo nella bocca ma lungo tutto l’intestino — che regolano secrezione insulinica e interazione con il microbiota.
“Dentro il corpo bisogna sussurrare, non urlare. E il vino, quello buono, sa farlo.”
La storia della medicina conferma questa lettura millenaria: nella medicina umorale il vino era prescritto in base al temperamento del paziente — vini dolci o passiti per i melanconici, vini secchi e invecchiati per i flemmatici, vini acidi e poco alcolici per i sanguigni. Non superstizione: intuizione clinica codificata secoli prima della biochimica.
I prossimi passi
L’AIBS non si esaurisce con il lancio di oggi. Signorvino ha annunciato tre direttrici di lavoro:
- costruire un’evoluzione culturale del linguaggio intorno al vino, trasformando temi complessi in strumenti concreti per il grande pubblico;
- sviluppare un ecosistema di dialogo permanente tra produttori, autorità scientifiche e stakeholder;
- contribuire a orientare il cambiamento del settore con una narrazione basata sull’evidenza e sull’equilibrio, in alternativa alla semplificazione che ha dominato il dibattito pubblico degli ultimi anni.
Il contesto
L’obiettivo di Signorvino è rendere il vino accessibile a tutti: non solo agli appassionati esperti, ma a chiunque voglia avvicinarsi a questo patrimonio culturale senza sentirsi fuori luogo. Un’ambizione che il brand persegue ogni giorno attraverso strumenti concreti: eventi pensati per un pubblico ampio e trasversale (cene con degustazione, showcooking, aperitivi, corsi di avvicinamento), una presenza sui social fondata sulla divulgazione semplice e diretta (con format come Il vino delle 5 e Signorvino Q&A condotti dai wine specialist del brand) e un linguaggio che smonta le sovrastrutture senza rinunciare alla complessità.
A supporto di questa visione, Signorvino ha coinvolto il Prof. Giovanni Scapagnini – Professore Ordinario di Nutrizione Clinica all’Università del Molise e tra i massimi esperti italiani di geroscienze nutrizionali e longevità – per approfondire il tema del consumo di vino in una prospettiva scientifica. A gennaio 2026, nella sede di Oniverse a Verona, è stata presentata la prima release della ricerca, che indaga i benefici del consumo moderato di vino sulla healthspan (ovvero il periodo di vita trascorso in buona salute) con particolare attenzione al benessere psicofisico, cognitivo e alla prevenzione nell’ambito dello stile di vita mediterraneo.
