(Agen Food) - Roma, 24 apr. - di Laura Caldara - Entriamo in un ristorante…

Luisa Agostino Imprenditrice dell’Anno che ha “salvato” il Maialino Nero dei Nebrodi
(Agenfood) – Capo d’Orlando (ME), 07 ott. – di Pol. Cla. – I suini Neri dei Nebrodi, simili a cinghiali selvaggi sia nelle fattezze sia nelle abitudini, sono allevati allo stato semibrado e brado in ampie zone adibite a pascolo. Gli allevatori hanno aziende molto piccole e, nella maggioranza dei casi, sono anche trasformatori.
È il caso di Luisa Agostino premiata, qualche giorno fa, come imprenditrice dell’anno a Capo d’Orlando, tenace e lungimirante ha salvato il suino dei Nebrodi che fino a 25 anni fa era in via di estinzione.
La storia di Luisa inizia da lontano, come lavorante presso la macelleria di proprietà dell’attuale marito, ed è diventata, poi, macellaia. Più tardi, la Regione Sicilia ha proposto un progetto per la rivalutazione del Suino Nero dei Nebrodi. L’intuizione e la forza di vedere lontano hanno sostenuto lo spirito dell’azienda di famiglia, trasformando Luisa in una pioniera.
Il suino nero dei Nebrodi è diventata ora una vera eccellenza siciliana anche grazie alla partnership con l’Università di scienze e tecnologie alimentari di Parma.
La famiglia Agostino ha imparato le tradizionali tecniche di norcineria emiliana e le ha applicate alle carni allevate e macellate sui Nebrodi, come tradizione insegna. Nel 2000 il riconoscimento come presidio Slow Food.
“Inizialmente non è stato facile perché nessuno voleva allevare il suino nero ma noi andavamo controcorrente, perché mentre quasi tutti lavoravano con maiali allevati in strutture intensive, che in meno di 8 mesi raggiungevano il peso di 200 chili, con una resa basata principalmente su massa muscolare , noi rincorrevamo per i boschi i nostri capi, che per raggiungere il peso di 110 chili impiegano almeno 20/24 mesi. Per avere, poi, il 30 % di muscolo e il 70 di massa grassa. Eppure, è proprio il grasso a rendere questa carne così particolare, perché contiene, come messo nero su bianco dall’Università La Sapienza di Roma, il 45% di acidi grassi polinsaturi e di acido oleico, ovvero i grassi che aiutano a combattere il colesterolo”, racconta Luisa Agostino.
I sapori de “La Paisanella” – la macelleria, norcineria e caseificio a conduzione familiare, gestita dalla famiglia Agostino nel cuore dei monti Nebrodi a Mirto (Me) – sintetizzano tutte le note aromatiche del bosco, stagionati secondo una tecnica emiliana in cantine in pietra naturale arricchendosi del morbido grasso tipico del maialino nebroideo.
Un’azienda familiare di terza generazione che è interprete di impresa locale, della tradizione territoriale e protagonista tra le eccellenze della Trinacria.
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