Skip to content

In libreria “Memorie di un budino” di Martina Liverani un libro che custodisce tre anime

  • Redazione Agenfood
  • LIBRI

(Agen Food) – Memorie di un budino di Martina Liverani è in libreria per i tipi di Cinquesensi, nella collana Interferenze. Un libro che custodisce tre anime intrecciate tra di loro con pari dignità: un fatto da cui scaturisce il racconto, un manuale di scrittura culinaria e un ricettario. Partiamo dal fatto. Una sera, alla fine di una lezione, una donna consegna una busta. Dentro c’è un piccolo ricettario scritto a mano più di cent’anni fa. “Fanne qualcosa”, dice. Per una ricettologa è un invito difficile da ignorare.

Da quel momento comincia un’indagine per capire chi abbia scritto quelle pagine e quale strada abbiano fatto prima di arrivare fin lì. Le ricette diventano indizi. Ci sono una Bocca di dama senza farina, un bodino di erbe con zucchero e canditi, un Latte stretto, un Bostrengo e i Biscotti Usuali, nomi di donne rimasti attaccati a una torta e parole che sembrano altro da ciò che sono. Le “amandole”, per esempio, non sono il gerundio di amare ma le mandorle in romagnolo. Anche se, alla fine, con l’amore hanno parecchio a che fare.

Leggere un ricettario è un po’ come leggere un diario, solo che chi lo ha scritto non pensava di raccontarsi. Tra un ingrediente, una cancellatura, una grafia e una macchia si possono riconoscere abitudini, relazioni, gusti, rituali di famiglia. In una ricetta si nasconde spesso molta più vita di quanto sembri.

Mentre il “fatto” prende forma, il libro diventa anche un vero e proprio manuale di scrittura culinaria. Gli alunni si chiamano come i cibi che preferiscono e imparano a scrivere la ricetta perfetta. E poi c’è il ricettario stesso, da leggere ma soprattutto da cucinare.

Memorie di un budino è insieme un fatto da raccontare, un manuale di scrittura e un ricettario da rimettere in circolo. Ma è soprattutto la storia di una strana coincidenza: una donna scrive delle ricette più di un secolo fa senza sapere che finiranno nelle mani di un’altra donna che, per mestiere, prova proprio a capire chi siamo da quello che cuciniamo. Per questo il libro si chiude con un invito molto semplice: scrivete le vostre ricette. Perché magari fra cent’anni qualcuno le troverà. E, anche senza conoscervi, vi avrà incontrato.

INTRODUZIONE

di Martina Liverani- Vi racconto un fatto. La sera di mercoledì 23 ottobre 2024, alle undici meno un quarto circa, la Signora-a-cui-piace-il-budino mi dà una busta e mi dice: fanne qualcosa! Prendo in mano la busta, grazie, rispondo. Sono curiosa. La apro lentamente, mentre lei continua a guardarmi. Dentro la busta c’è un quadernino ingiallito e dai bordi lisi. Sono ricette. Un piccolo ricettario scritto con pennino e inchiostro. Lo rimetto nella busta, grazie! le dico nuovamente. Ho tante vecchie cose e aspetto sempre il momento e la persona giusti per farle rivivere. Nelle mani sbagliate sarebbero andate bruciate, prosegue con un dolce sorriso. Le dico grazie. Non per la busta e il quadernino, ma per aver pensato che io fossi la persona giusta. La Signora-a-cui-piace-il-budino consegnandomi la busta, in qualche modo, se ne libera. Chissà per quanto tempo l’ha tenuta con sé. Riuscirò a farne qualcosa, come mi ha chiesto? Ma che cosa? Se il quadernino resta chiuso nella busta, è come se tradissi qualcosa che non so spiegare, ma che sento. (…continua)

L’AUTRICE MARTINA LIVERANI

Da oltre vent’anni racconta il mondo del cibo con uno sguardo che tiene insieme giornalismo, viaggi e cultura gastronomica. Ha scritto per testate nazionali e internazionali, seguendo ristoranti, cuochi, territori e storie legate alla tavola. Dal 2021 scrive per Il Gusto di Repubblica, dove tra le altre cose cura la rubrica La ricetta perfetta. Ha fondato e dirige Dispensa – Generi alimentari & generi umani, magazine indipendente dedicato alle persone e alle storie che stanno dietro al cibo.

Ha pubblicato 10 ottimi motivi per non cominciare una dieta (Laurana, 2012), Manuale di cucina sentimentale (Baldini+Castoldi, 2013), Atlante di geogastronomia (Rizzoli, 2020) e Guarda dove mangi. Ceramica in tavola (Polaris, 2024). Ha ideato e conduce il corso di Autobiografia Culinaria e Ricettari di famiglia che si tiene annualmente a Casa Artusi.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

Torna su
Agenfood
×