Ercole Olivario 2027, aperte le iscrizioni al concorso che valorizza le eccellenze olearie nazionali
(Agen Food) - Perugia, 29 ott. - Ercole Olivario, concorso nazionale per la promozione e…

(Agen Food) – Rimini, 21 gen. – di Olga Iembo – Protagonisti del Sigep World, quest’anno, oltre 1.300 brand da 45 paesi, un dato che conferma la vocazione globale della kermesse, con un incremento del 33% di espositori esteri rispetto all’edizione precedente. Accanto ai principali mercati europei, come Germania, Spagna, Francia e Turchia, hanno fatto il loro ingresso altri “attori” di sempre maggior rilievo, dal Canada a Singapore, passando per Algeria, Ecuador, Estonia, Nepal e Repubblica Ceca. E poi anche Cina, Ucraina, e Arabia Saudita che dopo essere stata “guest country” nel 2025, è tornata protagonista con il Taste of Saudi Culture Pavillon, una raccolta di 12 aziende produttrici di caffè, tè e datteri.
A raccontare ad Agen Food dell’ambizioso progetto presentato al Sigep e basato anche sull’eccezionale abbinamento di datteri e formaggi – e quindi di Arabia ed Italia -, è stata Maria Caterina Gamba, chef italiana con una mission chiarissima che ha riassunto in una frase “Mi occupo di ponti tra culture attraverso il cibo”.
“Io credo che il cibo sia il linguaggio universale per eccellenza – ha detto chef Gamba -. Non esistono religioni, razze, colore della pelle di fronte a questo. Quando qualcuno arriva a casa di qualsiasi popolo, la prima cosa che si fa è offrire del cibo. Ecco perché in questo senso parliamo tutti la stessa lingua. Mi occupo in questo momento di questa bellissima collaborazione con l’Arabia Saudita insieme alla mia collega chef Marya Kayal, che è la mia controparte in Saudi Arabia. Noi studiamo, approfondiamo, cerchiamo di capire in cosa ci assomigliamo, in cosa siamo uguali, in cosa differiamo e soprattutto cosa possiamo imparare l’una dall’altra, che vuol dire ‘gli uni dagli altri’, ed è una cosa bellissima. Proprio da qui è nato questo progetto, un’esperienza presentata prima ad Artigiano in fiera e adesso qui al SIGEP, con lo stand dell’Arabia Saudita, di uno straordinario abbinamento datteri e formaggi”.

“Un connubio riuscito – ha aggiunto la chef – perché loro sono l’eccellenza assoluta della produzione di datteri mondiale. Hanno cento specie autoctone di datteri in Arabia Saudita, quindi stiamo parlando di una produzione enorme. Un’eccellenza che io ho trovato in pochi altri posti al mondo, perché quello che si sente mangiando questi datteri, queste dolcezze estreme, sono veramente dolcezze naturali al cento per cento. Non esistono additivi. Quindi è un ottimo ingrediente che possiamo anche usare noi, perché imparando a usare una pasta di dattero in pasticceria, si abbassa quello che è il consumo dello zucchero raffinato”.
“Sul territorio italiano – ha ragionato Maria Caterina Gamba – un prodotto come il dattero di solito è consumato a Natale, con il mascarpone e la noce magari, ma comunque destinato al fine pasto e in un periodo molto ristretto dell’anno. Invece, magari, abbinandolo in modo un po’ più particolare si può capire che il dattero si può spendere su un aperitivo, si può spendere in tanti altri modi in cucina. Qui abbiamo fatto degli abbinamenti in purezza, ad esempio con il pecorino romano che può essere usato su un tagliere d’aperitivo, oppure abbinamenti un pochettino più azzardati, tipo il primo dattero, che si chiama Hodari, con il taleggio, che può essere utilizzato benissimo su un risotto. Ciò che conta è capire che non basta dire ‘mangio un dattero’, perché ce ne sono tantissimi con proprietà diversissime, molti ricchissimi di minerali, con un bassissimo contenuto di glucosio malgrado la dolcezza estrema, e quindi utili per dolcificare il nostro cibo in modo naturale e sano. Da esperienze come questa, insomma, ciò che si capisce è che c’è davvero tanto da imparare e non bisogna mai fermarsi”.
