(Agen Food) - Salerno, 31 ott. – Piastre roventi, carne pressata fino a formare la…

Un’altra Campania è possibile: la storia di Amico Bio al confine della Terra dei Fuochi
(Agen Food) – Capua (Ce), 23 gen. – Capua si trova ai margini dell’area spesso associata alla cosiddetta “Terra dei Fuochi”, lungo il confine settentrionale della provincia di Caserta. Un territorio che, negli anni, è stato trascinato dentro una narrazione negativa fatta di emergenze ambientali e degrado. Eppure, proprio qui, nasce e cresce da oltre trent’anni una realtà che dimostra come questa storia possa – e debba – essere riscritta. È la cooperativa agricola Amico Bio, oggi considerata uno dei fiori all’occhiello dell’agricoltura biologica e biodinamica della Campania.
Fondata all’inizio degli anni ’90 da un gruppo di agricoltori del territorio, Amico Bio nasce come cooperativa agricola con un obiettivo chiaro: unire le forze per valorizzare le coltivazioni locali attraverso metodi rispettosi della terra, delle stagioni e delle persone. Dopo circa dieci anni di pratica biologica, la cooperativa compie una scelta ancora più radicale, convertendosi al metodo biodinamico e ottenendo nel 2005 la certificazione Demeter.

Campania Felix, tra storia e futuro
Oggi Amico Bio si estende su circa 200 ettari tra Giano Vetusto e Santa Maria Capua Vetere, in una pianura che gli antichi Romani chiamavano Campania Felix per la fertilità dei suoli e il clima mite. Qui la cooperativa pratica un’agricoltura diversificata e stagionale: ortaggi invernali, frutta – agrumi, fragole, meloni – e insalate di quarta gamma, destinate in gran parte ai mercati del Centro-Nord Europa, dove il biodinamico è maggiormente apprezzato.
Il modello è quello dell’organismo agricolo vivente, cardine della biodinamica: suolo, piante, animali e persone sono parte di un unico equilibrio, capace di generare qualità alimentare e resilienza ambientale anche in un contesto territoriale complesso.
Biodinamica, biodiversità e ciclo chiuso
La presenza di allevamenti di bovini Marchigiani, l’attività di apicoltura e soprattutto l’allevamento del suino Nero Casertano consentono alla cooperativa di operare a ciclo chiuso. Gli animali, nutriti con alimenti prodotti internamente, forniscono letame trasformato in compost per la fertilizzazione naturale dei campi.
In particolare, il Nero Casertano – razza autoctona antichissima del territorio casertano, a lungo a rischio estinzione – rappresenta uno dei simboli dell’impegno di Amico Bio nella tutela della biodiversità e nel recupero del patrimonio agricolo locale.
Una cooperativa che è anche comunità
Amico Bio non è solo produzione agricola, ma una comunità cooperativa a tutti gli effetti. Con oltre 160 lavoratori, di cui circa 30 residenti all’interno della struttura, la cooperativa accoglie famiglie italiane e straniere, giovani coppie e nuclei familiari che condividono lavoro, spazi e valori.
«La vera integrazione si basa sul rispetto reciproco – racconta Enrico Amico, presidente della cooperativa – e la biodinamica ci insegna proprio questo: prendersi cura non solo della terra, ma anche delle persone».
Un principio che si traduce in progetti educativi unici nel Sud Italia: un centro di formazione agricola, fattorie didattiche, agriturismo e un agriasilo steineriano ispirato alla pedagogia Waldorf, affiancato da una piccola scuola elementare non parificata che accompagna i bambini fino alla terza classe, integrando didattica e attività pratiche in campo. Un’esperienza considerata un unicum nel Mezzogiorno.
Filiera corta e divulgazione
All’interno della cooperativa è presente anche un punto vendita NaturaSì, uno dei pochissimi supermercati di questo tipo ospitati direttamente in una realtà agricola e l’unico nel Sud Italia. Un presidio che rafforza il legame tra produttori e consumatori, rendendo accessibile il biologico e il biodinamico a chilometro zero.
Parallelamente, Amico Bio è impegnata nella divulgazione dei principi del biologico e del biodinamico attraverso il Progetto BIODI, cofinanziato dalla Unione Europea, che promuove queste pratiche in Italia e Germania, sensibilizzando consumatori e aziende ortofrutticole.
In un territorio spesso raccontato solo attraverso ciò che non funziona, Amico Bio dimostra che la posizione ai confini della Terra dei Fuochi non è un marchio indelebile, ma un punto di partenza per costruire modelli alternativi di sviluppo.
Una cooperativa agricola che unisce produzione di qualità, tutela ambientale, educazione e inclusione sociale, restituendo al territorio una narrazione diversa: concreta, positiva e replicabile.
