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Recupero e riciclo degli scarti dal Consorzio IGP Pomodoro di Pachino
(Agen Food) – Portopalo di Capo Passero (SR), 20 ott. – di Pol. Cla. – A Portopalo di Capo Passero (SR), si è tenuto il workshop dal titolo “Le proprietà nutraceutiche della IGP Pomodoro di Pachino”, organizzato dal Consorzio di Tutela, e in parte finanziato grazie al sostegno del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, con il coinvolgimento di numerosi ricercatori e addetti ai lavori, moderato dalla giornalista e scrittrice esperta di nutrizione Manuela Soressi.
Al tavolo dei relatori il Responsabile Progettazione del Consorzio Salvatore Francavilla, il Presidente del Consorzio, Sebastiano Fortunato, il Prof. Rosario Pignatello Direttore del Dipartimento di Scienze del Farmaco e della Salute, il Prof. Cherubino Leonardi, Ordinario di Orticoltura del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, il Prof. Fabio Galvano Ordinario di Alimentazione e Nutrizione Umana presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche dell’Università di Catania, Tiziana Pecora specialista in Farmacologia ed esperta in Discipline Regolatorie, Sebastiano Barone, Tecnico del Consorzio di Tutela e il Direttore del Consorzio Salvatore Chiaramida.
Il Consorzio di tutela del pomodoro di Pachino IGP è un ente senza scopo di lucro riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, pensato per valorizzare e tutelare la reputazione e il mercato dell’autentico pomodoro di Pachino e difenderlo dai tentativi di contraffazione commerciale, per mezzo di adeguate azioni legali, su scala nazionale e oltre.
Il focus del dibattito è stata l’economia circolare in termini di sostenibilità, prevenzione della produzione di rifiuti, recupero, riutilizzo e riciclo. L’incontro ha favorito il confronto tra le strategie dell’ente atte ad incrementare la sostenibilità delle produzioni del Pomodoro di Pachino, l’adeguamento della configurazione della filiera dal punto di vista tecnico, agronomico e organizzativo. Generare nuovo reddito dagli scarti della lavorazione del Pomodoro di Pachino con un uso razionale dei sottoprodotti da indirizzare all’industria alimentare cosmetica e farmaceutica, oltre che all’industria mangimistica, alle applicazioni energetiche, tra cui la digestione anaerobica per la produzione di metano. Anche una rigorosa selezione dei frutti può generare uno scarto utilizzabile per la produzione di pasta, succo, salsa, purea e ketchup o altri derivati.
Nonostante sia già considerato un’eccellenza, il pomodoro di Pachino cerca di intercettare le grandi tendenze del momento come il recupero di nutrienti e di molecole bioattive ottenuti da scarti delle filiere produttive, risorse per lo sviluppo di prodotti funzionali, da impiegare in vari settori produttivi, incluso quello della nutraceutica.
I lavori si sono conclusi declinando le nuove frontiere per il Consorzio IGP Pomodoro di Pachino: dalla certificazione con il sistema SQNPI – che prevede l’adesione al Disciplinare di produzione integrata della Regione Sicilia – all’applicazione della Carbonfoot Print, fino alla tecnologia Blockchain.
#ConsorzioIGPPomodorodiPachino
