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Anteprima Sagrantino annata 2019 presentata a Montefalco
(Agen Food) – Montefalco (PG), 24 apr. – di Ni. Cur. – Montefalco ha presentato nei giorni scorsi l’anteprima dell’annata 2019 del Montefalco Sagrantino Docg, che è stata valutata con 5 stelle e 95/100.
Il Consorzio Tutela Vini Montefalco ha annunciato di voler cambiare il nome dell’evento che diventerà Amontefalco e comprenderà anche le altre tipologie di vini prodotte qui, un campo che si allarga su di un territorio, senza gerarchie.
Al centro c’è Montefalco che è terra per il vino, vocata alla produzione di vini di qualità che suscitano emozioni e restituiscono nel bicchiere il valore della storia, la bellezza della vita in questo luogo unico.
Non solo Sagrantino. Le dolci colline intorno a Montefalco, Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo hanno dimostrato da sempre una straordinaria confidenza con la vigna e il vino. La tradizione è poliedrica: accanto all’uva simbolo della zona ce ne sono altre di eccezionale valore come Trebbiano Spoletino e Grechetto, tra quelle bianche, e Sangiovese, tra quelle a bacca nera. Montefalco, insieme ai comuni delle denominazioni che portano questo nome e a Spoleto, è da sempre una grande “terra per il vino”, come testimoniano i numerosissimi documenti storici che raccontano le sue colline vocate alla viticoltura.
Pochi vini, in Umbria, riescono a rappresentare il concetto di terroir come il Montefalco Sagrantino DOCG che può essere prodotta esclusivamente nel territorio collinare di Montefalco e in parte nei comuni di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo. Il vitigno Sagrantino dimora qui da secoli, tanto che era già coltivato dai primi frati francescani. È dunque una varietà autoctona della zona.
Il nome deriva da una storia antica e affascinante, recentemente riportata alla luce. Il 13 febbraio 1240 il borgo di Coccorone (che significa cima del colle), alcuni dei falchi “sagri” preferiti dall’Imperatore Federico II caddero in una pericolosa malattia. Non essendoci medicine utili, i falchi sembravano destinati alla morte quando l’Imperatore chiese al fidato Teodoro di Antiochia una soluzione. Questi rispose che solo un infuso fatto con zucchero, alcool e petali di violetta poteva aiutarli ma che non c’era tempo sufficiente per prepararlo. Dopo aver riflettuto, si decise di mettere dei petali di violetta nel vino locale, particolarmente dolce, e farlo bere ai rapaci. La decisione risultò fortunata e i falchi sagri guarirono. È per questo motivo che il vino più tipico di Montefalco prende il nome di Sagrantino, cioè del falco sagro. La felice occasione fece cambiare nome alla città che da allora si chiama Montefalco, cioè “il monte del falco”.
Un’altra tradizione racconta che i falchi di Federico II avevano preferito stare in paese invece che nell’accampamento dell’imperatore che era sottostante. Gli abitanti glieli riportarono e chiesero di essere risparmiati dalle truppe.
L’annata 2019 è iniziata a rilento a causa di una stagione invernale abbastanza secca ma prolungata, almeno fino a metà marzo. Ciononostante, la ripresa vegetativa è stata più o meno regolare: le abbondanti piogge di aprile e maggio, con temperature piuttosto fredde per il periodo, hanno portato un notevole accumulo idrico nei terreni, compensando di fatto le scarse precipitazioni invernali. Il periodo più caldo della stagione è stato registrato tra l’ultima settimana di giugno e la prima di luglio, cui sono seguiti giorni siccitosi ma senza picchi calorici, fino alla metà di agosto. La fine di questo mese e l’inizio di settembre hanno conosciuto sporadici eventi temporaleschi in grado di riequilibrare la maturazione delle uve. La seconda metà di settembre è stata asciutta, permettendo un’ottima vendemmia, durata fino alla fine di ottobre.
L’ottima annata ha permesso di portare in cantina uve di altissimo livello qualitativo. I vini sono molto equilibrati e fini, capaci di unire struttura, freschezza e dinamismo. Il quadro aromatico generale è elegante e ricco di di sfumature. L’ottima acidità lascia immaginare un futuro luminoso per questi vini dal lunghissimo invecchiamento.
Tra le numerose cantine partecipanti spiccano Terre de la Custodia, Antonelli San Marco, Arnaldo Caprai, La Veneranda, La Fonte, Scacciadiavoli, Montioni.
