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Oleoturismo in Umbria: un viaggio tra ulivi secolari e frantoi d’eccellenza

(Agen Food) – Trevi (Pg), 29 gen. – di Giordana Oddi – In Umbria il mare non ha acqua, ma foglie d’argento che ondeggiano al vento: sono le onde dei suoi preziosi ulivi.
Il 26 e 27 gennaio 2026 l’Umbria torna a raccontare una delle sue eccellenze più identitarie: l’olio extravergine di oliva Dop. Lo fa con la quinta edizione dell’Anteprima dell’Olio Extravergine di Oliva Dop Umbria, evento dedicato alla presentazione dell’annata olearia 2025 e rivolto ad appassionati gourmet, oleo ed enoturisti, giornalisti e operatori di settore.

Organizzata dall’Associazione Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria e con il sostegno del Comune di Trevi, l’Anteprima sceglie come sede principale proprio Trevi, cuore della Fascia Olivata umbra, accendendo i riflettori su un territorio in cui olio, paesaggio e cultura convivono da secoli in un equilibrio profondo.

È in questo contesto che prende forma un viaggio di oleoturismo esperienziale, pensato per raccontare l’olio non solo come prodotto, ma come chiave di lettura del territorio. Un racconto che passa attraverso i frantoi, gli ulivi secolari, l’arte e il paesaggio, e che anticipa anche i nuovi itinerari “Evo&Art Experience”, destinati a entrare nel cartellone di Frantoi Aperti® in Umbria 2026, in programma dal 17 ottobre al 15 novembre 2026.

Arrivare a Trevi significa immergersi in un’Umbria più silenziosa e autentica, lontana dalle rotte turistiche più battute, dove il verde argento degli ulivi accompagna ogni passo e l’olio extravergine di oliva diventa racconto vivo del luogo.

Tra gli ulivi: il paesaggio come patrimonio

Nell’ambito della quinta edizione dell’Anteprima dell’Olio Extravergine di Oliva Dop Umbria, l’organizzazione ha coinvolto un gruppo di giornalisti in un programma di visite ed esperienze sul territorio attraverso l’incontro diretto con i luoghi della produzione. Si parte lungo la Collina Olivata di Trevi, riconosciuta come patrimonio agricolo di valore storico. 

Tra le colline argento della fascia olivata di Trevi, ce n’è uno che sembra custodire il respiro del tempo: l’ulivo di Sant’Emiliano. Millenario, maestoso, con un tronco possente e contorto, è testimone silenzioso di secoli di storia e di vite che si sono intrecciate tra queste colline. Alcuni dicono che abbia più di milleottocento anni, un’età che lo rende non solo uno dei più antichi d’Italia, ma anche un simbolo di resilienza e continuità. 

La leggenda racconta che Sant’Emiliano, patrono di Trevi e primo vescovo della città, amava passeggiare tra questi ulivi. Si narra che proprio davanti a un giovane ulivo si fermasse a meditare e che da quell’albero, col tempo, sia nato il gigante che oggi accoglie i visitatori. Non è solo un albero: è memoria viva, radici che affondano in epoche lontane e rami che si protendono verso il cielo come a raccontare la storia di chi qui ha vissuto, lavorato e pregato. 

Ogni anno, il 28 gennaio, Trevi celebra Sant’Emiliano con processioni e riti che legano fede, storia e comunità, ricordando la vita di chi ha dedicato la propria esistenza a custodire e proteggere queste terre. Passeggiare tra gli ulivi secolari significa sentire il legame tra natura e uomo, tra sacro e quotidiano, respirare il profumo della terra e ascoltare il silenzio che parla di pazienza, cura e dedizione. 

L’ulivo di Sant’Emiliano è un monumento naturale di poesia viva, simbolo di resistenza alle gelate, ai venti e al tempo, e ancora oggi dona i suoi frutti, generoso come lo era nelle epoche in cui la città si raccoglieva attorno alla sua figura. Camminare ai suoi piedi è come percorrere un filo invisibile che unisce presente e passato, fede e natura, e lasciare che ogni foglia, ogni contorsione del tronco, racconti la lunga e affascinante storia dell’Umbria olivicola.

Dentro i frantoi: storie di famiglie, tecnica e identità

L’esperienza prosegue con la scoperta dei frantoi attivi sul territorio trevano, intesi non solo come luoghi di produzione, ma anche come spazi di accoglienza e divulgazione della cultura olearia.Le tappe al Frantoio Gaudenzi, al Frantoio dei Sapori e al Frantoio Ciarletti restituiscono un quadro ricco e sfaccettato dell’olivicoltura umbra contemporanea.

Al Frantoio Gaudenzi, ad esempio, abbiamo incontrato Andrea Gaudenzi e conosciuto da vicino una realtà che unisce tradizione, ricerca e sostenibilità in ogni fase della filiera: dagli oltre 50.000 ulivi coltivati lungo la storica fascia olivata tra Assisi e Trevi alla lavorazione tramite macchinari di ultima generazione e tecniche innovative come il Progetto TAPO, che preserva meglio i polifenoli e il profilo organolettico dell’olio. La famiglia Gaudenzi si dedica con passione alla coltivazione di cultivar autoctone umbre come Moraiolo, Frantoio, Leccino, San Felice, Borgiona, Tendellone e Dolce Agogia, per creare oli espressione autentica del territorio e con profili sensoriali distinti, frutto di rigore e rispetto per l’ambiente. 

Non sorprende quindi che l’azienda abbia collezionato numerosi premi e riconoscimenti di rilievo: nel 2025 Frantoio Gaudenzi ha ottenuto un punteggio di 99/100 nella prestigiosa guida Flos Olei, oltre a diverse “3 Foglie” nella guida Oli d’Italia del Gambero Rosso, e riconoscimenti come 5 Gocce da Bibenda per alcune etichette e una “Stella” Gambero Rosso per la presenza continuativa nella guida stessa. In anni recenti l’olio Seven è stato anche premiato come “Miglior blend fruttato leggero al mondo” nella classifica Flos Olei, confermando la qualità eccellente raggiunta. 

Al Frantoio dei Sapori 1962, un’azienda a conduzione familiare ai piedi della collina olivata di Trevi, abbiamo scoperto un’altra prospettiva dell’olio umbro, fortemente legata alle tradizioni locali e alla convivialità. Qui la produzione di olio extravergine di oliva di alta qualità si intreccia con un’esperienza enogastronomica: il frantoio è anche un luogo di accoglienza e cucina, dove l’olio di produzione propria è protagonista delle ricette proposte. Le etichette come Ràtiche, Pecòne e Màrca Stèlla evocano radici profonde e le storie della cultura ulivicola locale, raccontando un legame vivo tra paesaggio, linguaggio e sapori.

Le degustazioni guidate qui permettono di riconoscere cultivar, intensità aromatiche e stili produttivi diversi, trasformando l’assaggio in un momento di conoscenza consapevole.

Al Frantoio Ciarletti, immerso nelle colline di Manciano sopra Trevi, abbiamo conosciuto una realtà familiare che da generazioni coltiva ulivi secolari a 500 metri di altitudine con un equilibrio tra tradizione e tecnologie moderne nella lavorazione delle olive. La famiglia, con Ardelio, Maria Santa, Simona e Gianfranco, segue ogni fase del processo, dalla potatura alla raccolta manuale, dalla molitura a freddo con impianto continuo alla conservazione, con grande attenzione alla sostenibilità e alla qualità del prodotto finale. 

La loro produzione comprende etichette DOP Umbria, tra cui spicca il monocultivar Moraiolo e il biologico Notturno di San Francesco, riconosciuto con medaglia d’oro all’IOOC (International Olive Oil Competition) e molto apprezzato dalla critica per profilo aromatico, equilibrio e struttura. 

Durante la visita, la degustazione delle loro referenze, accompagnate da piatti esaltati dall’olio fresco, ha mostrato come i sapori della terra umbra si riflettano in un extravergine intenso e caratteristico, capace di raccontare sia il clima delle colline che la cura artigiana di chi lo produce.

Qui la tradizione dialoga con l’innovazione: si parla di spremitura a freddo, di tempi di lavorazione delle olive, di attenzione maniacale alla qualità, ma anche di storie familiari, di passaggi generazionali e di un legame fortissimo con la terra.

L’olio come esperienza sensoriale

Le degustazioni diventano il filo conduttore dell’intero percorso, un viaggio che stimola tutti i sensi. Al naso emergono sentori di erba appena tagliata, carciofo, mandorla e foglia d’olivo; al palato l’olio umbro si distingue per l’equilibrio tra amaro e piccante, per la pulizia aromatica e per una grande versatilità in cucina.

Ogni frantoio ha proposto un piccolo racconto gustativo: al Frantoio Gaudenzi, oltre alla bruschetta classica, abbiamo assaporato creazioni delicate e sorprendenti, come crema di ceci con pane tostato, ricotta con pomodori secchi e un dolce di arance con zucchero e olio, ciascuno capace di mettere in risalto le sfumature aromatiche dell’extravergine.

Al Frantoio dei Sapori, la semplicità della pasta fresca con pomodoro si trasforma in esperienza sensoriale grazie alla qualità dell’olio e alla freschezza degli ingredienti, dove ogni boccone esalta territorio e la cura della tradizione familiare.

Al Frantoio Ciarletti, il gusto pieno di una zuppa di lenticchie e salsiccia viene esaltato dall’olio fresco, e la degustazione si chiude con una nota dolce e sorprendente: gelato al fiordilatte con crumble di taralli e un filo di olio, trasformando la semplicità in un’esperienza memorabile.

In ogni assaggio l’olio umbro mostra il suo vero volto: equilibrato, aromatico e straordinariamente versatile, capace di accompagnare piatti quotidiani come bruschette e zuppe, verdure di stagione o dolci leggeri, e di raccontare al tempo stesso la storia, il paesaggio e la cultura dell’Umbria.

Un invito a scoprire l’Umbria attraverso l’olio

“L’Anteprima della Dop Umbria è un momento fondamentale per raccontare il valore e l’unicità del nostro olio extravergine di oliva e per presentare l’annata appena conclusa”, spiega Paolo Morbidoni, Presidente dell’Associazione Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria. Un’occasione per celebrare il lavoro dei produttori, la qualità certificata della Dop Umbria e il legame indissolubile tra olio, paesaggio e cultura.

Visitare l’Umbria attraverso l’oleoturismo significa scegliere un’esperienza lenta, autentica e immersiva. Un viaggio che parte dall’olio extravergine di oliva per arrivare all’anima più profonda di una regione che continua a raccontarsi, goccia d’oro dopo goccia d’oro.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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