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XXI Forum Agroalimentare, Lollobrigida: cibo è forza dell’Italia
(Agen Food) Roma, 23 nov. – di Olga Iembo – “La nostra cucina è il risultato di tante esperienze. Dobbiamo difendere questo modello e diventare custodi del territorio, perché la nostra forza è il valore aggiunto che abbiamo rispetto a chi vuole standardizzare il cibo, rendendolo uguale in tutto il pianeta”. Lo ha detto il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a margine del XXI Forum Internazionale dell’Agroalimentare, organizzato a Roma da Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti.
Il Forum – che proseguirà anche domani mattina – è l’appuntamento annuale per l’agroalimentare che riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti del mondo accademico nonché rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, finanziarie e politiche nazionali ed estere. E in questa sede il Ministro Lollobrigida ha ribadito con forza la candidatura della cucina Italiana a patrimonio Unesco: “Vogliamo valorizzare e raccontare l’Italia della cucina – ha detto – la scultura del territorio fatta dalla produzione umana, che rappresenta anche la nostra cultura, le nostre radici, la biodiversità e l’educazione alimentare, per farla circolare nel mondo”.
E, in tema di etichettature, il Ministro ha ribadito che “è necessario rendere la qualità dei nostri prodotti sempre più accessibile, solo così possiamo contrastare lo spreco alimentare”, insistendo che “l’etichettatura condizionante, basata su algoritmi non idonei al benessere, non garantisce una corretta informazione, noi invece vogliamo lavorare su un’etichettatura che possa agevolare la scelta del consumatore chiarendo proprietà e benefici di un prodotto”. Per il Ministro, la correlazione tra alimentazione e benessere “è un fatto naturale. Nei supermercati – ha aggiunto – vediamo cibi iper trasformati, frutto di una standardizzazione del prodotto, che è uguale ovunque, più facile da distribuire, noi vogliamo aiutare i consumatori a scegliere bene con una corretta comunicazione e un’etichetta che metta in luce il valore di un prodotto”.
Infine, in merito alle difficoltà seguite a Covid e conflitti, Lollobrigida ha commentato: “La guerra e la pandemia portano anche una contrazione dei consumi, per questo va ancora di più elevata la promozione dei nostri prodotti per garantire al nostro settore primario di funzionare bene, di continuare a garantire qualità ai nostri concittadini e possibilmente anche agli altri abitanti del pianeta, per un’equa distribuzione della ricchezza che può essere redistribuita solo se creata”. “E’ oggettivamente molto positivo che in Europa si sia raggiunta una consapevolezza” ha aggiunto, “abbiamo vissuto troppo tempo di certezze, eravamo certi che la libertà non si perdesse, ma abbiamo scoperto che con la pandemia che non è così. Abbiamo scoperto con la guerra che, se smetti di produrre energia e di approvvigionarti o di garantire alcuni mezzi per produrre fertilizzanti, un giorno qualcuno te li fa pagare di più mettendo in discussione l’intero sistema e la sovranità alimentare”. Sul fronte europeo il Ministro ha poi ricordato che “proprio la scorsa settimana l’Italia ha portato un documento che è stato sottoscritto inizialmente da sette nazioni, tra cui la Francia, l’Austria, la Polonia, e appoggiato da 20 nazioni, per rimettere al centro l’Agricoltura e la produzione agricola, nella garanzia di una sostenibilità ambientale che però passi dagli agricoltori come elemento centrale”.
In mattinata è stata presentata un’analisi Coldiretti da cui è emerso che il cibo è una risorsa strategica dell’Italia con la filiera agroalimentare estesa che sviluppa un fatturato aggregato di oltre 600 miliardi di euro nel 2022 nonostante le difficoltà legate alla guerra e le conseguenze della pandemia.
Inoltre, per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio dell’Unesco è stato aperto – rileva Coldiretti – il primo salone dei giganti del Made in Italy, dalla mortadella lunga due metri per 120 chili di peso al maxi provolone da un quintale, dal Primitivo di Manduria da 15 litri al Pecorino Toscano da 20 chili, dai 5 metri di corda di salsicce di Norcia alla Finocchiona di 1,2 metri fino al Salamino d’Abruzzo a forma di “Bastoncino” lungo due metri e mezzo. Il Made in Italy dal campo alla tavola vede impegnati – sottolinea Coldiretti – ben 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio. Una rete diffusa lungo tutto il territorio che – spiega la Coldiretti – quotidianamente rifornisce i consumatori italiani ai quali i prodotti alimentari non sono mai mancati nonostante pandemia e guerra.
E proprio a proposito di conflitti, dall’indagine Coldiretti/Censis su “La guerra in tavola” diffusa oggi è emerso che cambia il menu di oltre 1 italiano su 3, con il 35% dei cittadini che affronta la spesa quotidiana adottando strategie che vanno dal portarsi il pranzo in ufficio al taglio degli sprechi fino alla preferenza accordata ai prodotti italiani. I conflitti in atto dopo gli anni della pandemia di Covid hanno causato incertezza, smarrimento e disagio tra le famiglie – sottolinea la Coldiretti – ma hanno anche avuto l’effetto positivo di spingere gli italiani ad adottare comportamenti più virtuosi, da una maggiore propensione ad una spesa più consapevole.
Nella giornata di oggi tra i rappresentanti istituzionali oggi sono attesi anche Matteo Salvini, Antonio Tajani, Adolfo Urso, Marina Elvira Calderone, Raffaele Fitto, Gennaro Sangiuliano, Maurizio Leo, Giulio Tremonti, Maurizio Martina.
