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Spreco Alimentare: in UE costa oltre 130 mld l’anno, ma i surgelati si confermano alleati

(Agen Food) – Roma, 24 set. – Oltre 130 miliardi di euro. Tanto vale lo spreco alimentare nell’ultimo anno in UE. Un problema che si traduce sia in perdita di cibo che in un danno ambientale: gli alimenti sprecati, infatti, sono responsabili del 16% delle emissioni di gas serra prodotte dall’intero sistema alimentare europeo. Anche questi dati hanno spinto la Commissione UE ad agire con la Direttiva 2025/1892 che impone agli Stati membri, entro il 31 dicembre 2030, obiettivi vincolanti di riduzione degli sprechi alimentari nazionali. Lo scopo è ottenere un -10% per la produzione e la trasformazione alimentare e un -30% pro capite per del commercio al dettaglio, dei servizi di ristorazione e dei nuclei domestici. Se approfondiamo si scopre che sono gli sprechi domestici a pesare maggiormente, con oltre il 50% dei rifiuti alimentari casalinghi responsabili del totale dello spreco alimentare UE. In Italia, nonostante una crescente sensibilizzazione, lo spreco domestico resta diffuso: ogni settimana gettiamo 554 grammi di cibo pro capite, ossia circa 80 grammi al giorno. Si tratta di numeri in leggero miglioramento: lo spreco, infatti, è sceso di 63,9 grammi settimanali rispetto al 2025 ( -10.3%). In questo contesto, ci sono alcuni prodotti che possono aiutare i consumatori a ridurre questo fenomeno: secondo l’ultima rilevazione disponibile sul tema, con solo 14,9 gr pro capite gettati settimanalmente, pari al 2,2% del totale che viene gettato, gli alimenti surgelati si confermano alleati concreti. A confermarlo i dati dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher per IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati, che ha quantificato l’incidenza del comparto frozen sullo spreco alimentare complessivo.

“Lo spreco alimentare rileva un paradosso: in UE la disponibilità di cibo ha raggiunto livelli senza precedenti, ma viviamo anche una fase in cui una quantità significativa di alimenti viene ancora sprecata. In questo contesto, i prodotti surgelati si rivelano un aiuto prezioso grazie alle loro qualità intrinseche. Le verdure, ad esempio, quando surgelate si conservano a lungo, sono disponibili tutto l’anno, non hanno scarti, sono già lavate, mondate e pronte per essere cotte e sono facilmente porzionabili, rendendo possibile consumare solo la quantità necessaria. Lo stesso vale per il pesce: quello fresco va consumato in fretta, mentre la surgelazione preserva a lungo gran parte dei nutrienti quali proteine, lipidi e Omega 3, come dimostrano recenti studi. Tutto questo aiuta a consumare alimenti fondamentali per la nostra dieta, senza preoccuparsi della loro durata o deperibilità” spiega Giorgio Donegani, Presidente IIAS.

SURGELATI CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE, DALLE CASE ALLE CUCINE PROFESSIONALI

Frutta e verdura sono da sempre tra gli alimenti che purtroppo finiscono più spesso nella spazzatura. I surgelati, al contrario, secondo i dati più recenti in materia rilasciati nel 2025, generano uno spreco inferiore del 37,6% rispetto alle verdure fresche e del 17,4% rispetto a frutta e verdura conservata in vasetto o barattolo. Il motivo è nella natura stessa del prodotto: già lavati, tagliati e pronti all’uso, i surgelati permettono di impiegare l’intera quantità acquistata, azzerando gli scarti. A questo si aggiunge la tenuta nutrizionale e organolettica nel tempo, e la possibilità di cucinare esattamente ciò che serve, limitando avanzi e sprechi. Anche il packaging è pensato per uno smaltimento agevole, a beneficio della raccolta differenziata e dell’impatto complessivo dei rifiuti domestici.

Gli stessi vantaggi si traducono in un valore aggiunto per la ristorazione professionale: la Direttiva UE estende, infatti, l’obbligo di riduzione pro capite anche ai servizi di ristorazione. Bar, ristoranti, pizzerie e mense, pubbliche e private, possono contare sui surgelati per garantire varietà di offerta, anche fuori stagione, mantenendo standard di qualità, sicurezza e apporto nutrizionale. La programmabilità degli acquisti che ne deriva, assicura continuità del servizio anche in caso di imprevisti, ottimizzando tempi e risorse in cucina. Un contesto che rende sempre più anacronistico, alla luce delle nuove norme europee, l’obbligo di segnalare con l’asterisco i piatti a base di prodotti surgelati nei menù. Sempre in tema di revisione normativa, si rende necessario un urgente ripensamento dei limiti di impiego oggi stabiliti dai Criteri Ambientali minimi (CAM) per le forniture di alimenti surgelati nella ristorazione pubblica. Anche lo Stato italiano è chiamato a far la sua parte per centrare gli obiettivi di riduzione dello spreco alimentare fissati dall’Unione Europea e un pieno utilizzo dei surgelati in ospedali, caserme, scuole, carceri e altre collettività pubbliche potrebbe essere d’aiuto.

UN NEMICO INVISIBILE: LA PERDITA DEI NUTRIENTI

Quando si parla di spreco alimentare, però, c’è un nemico invisibile: la perdita di proprietà nutrizionali. Con lo spreco di cibo, si rischia di “gettare” anche le proprietà nutrizionali degli alimenti. Il valore di un alimento, infatti, andrebbe misurato nel piatto dei consumatori anche in base alla capacità di conservarne intatte le proprietà nutrizionali nel tempo. Dopo la raccolta o la pesca, infatti, vitamine, composti bioattivi e altri nutrienti iniziano un rapido processo di decadimento. È qui che la surgelazione interviene, rallentando questi processi e preservando le caratteristiche originarie del prodotto, come dimostrano due studi scientifici commissionati da IIAS rispettivamente a SISA  (Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione) e SSICA  (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari), entrambi concordi nel rilevare che pesce e vegetali surgelati mantengono pressoché invariato il proprio valore nutrizionale. Nello specifico, la revisione della letteratura scientifica condotta da SISA conferma la stabilità di proteine, lipidi e omega-3 anche dopo lunghi periodi di conservazione; la ricerca SSICA sugli ortaggi dimostra invece che la surgelazione rapida preserva nel tempo nutrienti e composti bioattivi come polifenoli e vitamine del gruppo B, garantendo un prodotto valido dal punto di vista nutrizionale e disponibile tutto l’anno. La surgelazione emerge così come una difesa efficace non solo dallo spreco alimentare in sé, ma anche da questa forma più silenziosa di perdita di valore, che si consuma lungo tutto il tragitto: dal campo, o dal mare, alla tavola.

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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