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Calici & Spicchi conquista Roma: da Ardecore il dialogo tra pizza artigianale e grandi vini irpini

(Agen Food) – Roma, 21 mag. – di Giordana Oddi – Una serata in cui la pizza ha raccontato il territorio attraverso ingredienti, impasti e abbinamenti studiati con precisione. Da Ardecore, nel cuore di Roma, il nuovo appuntamento di Calici & Spicchi, il progetto editoriale ideato dalla giornalista Antonella Amodio e dedicato al rapporto tra pizza e vino, ha trasformato una cena in un vero percorso sensoriale tra sapori e identità.

L’iniziativa ha richiamato appassionati, curiosi e amanti dell’enogastronomia, offrendo un’esperienza costruita attorno a una convinzione sempre più consolidata: la pizza contemporanea ha trovato nel vino un interlocutore capace di esaltarne caratteristiche, sfumature e personalità.

Ma Calici & Spicchi è anche un progetto che affonda le sue radici in una storia personale. Proprio nel corso della serata Antonella Amodio ha raccontato la genesi di un percorso che oggi è arrivato al secondo volume editoriale.

«L’idea nasce molto prima del libro. Sono cresciuta con i miei nonni, che avevano un forno in casa. Per me vedere una pizza accompagnata da un bicchiere di vino è sempre stata una cosa naturale. Mio nonno preparava il pane e mangiava quella che oggi chiameremmo una pizza nel ruoto insieme al vino che produceva lui stesso. Sono cresciuta con quell’immagine e con quell’idea di abbinamento».

Per l’occasione Ardecore ha proposto un menu pensato come un itinerario tra Roma e Irpinia, i due territori che rappresentano l’anima stessa del progetto gastronomico. Un racconto sviluppato attraverso impasti, ingredienti e vini accuratamente selezionati.

Antonella Amodio e Alessandro Zirpolo

Il percorso è iniziato con Quinto Quarto Orto, una proposta che ha unito fiordilatte di Agerola, crema di cipolla ramata di Montoro e carciofi stufati, arricchita all’uscita da pancetta irpina croccante e scaglie di pecorino Carmasciano. A seguire Zest and Core, caratterizzata da fiordilatte di Agerola, asparagi saltati, stracciata e note agrumate di limone, mentre Bloom ha portato in tavola una combinazione delicata tra crema di zucchine, fiori di zucca e ricotta montata.

A chiudere la degustazione è stata Ferro e Sale, una montanara fritta con stracciata, alici di Cetara e agretti saltati e conditi, sintesi perfetta tra intensità ed equilibrio.

Accanto alle pizze, protagonisti della serata anche i vini irpini selezionati tra le etichette custodite nella cantina del locale, con referenze di Feudi di San Gregorio, Cantine Astroni, Cantine Barone e Aia dei Colombi. Calici che hanno accompagnato il percorso gastronomico creando un dialogo continuo tra struttura, aromi e consistenze.

Proprio su questo rapporto tra vino e pizza, Amodio ha spiegato come l’obiettivo del progetto non sia sostituire altre bevande, ma restituire al vino uno spazio che, storicamente, gli appartiene:

«Non voglio togliere il posto alla birra, né farla uscire dal tavolo. Voglio semplicemente riportare il vino nel posto che ha sempre avuto. La storia ci racconta che l’abbinamento tra focaccia e vino esiste da secoli: basti pensare al famoso affresco di Pompei con una coppa di vino e una focaccia. Non è un’invenzione moderna, è qualcosa che appartiene già alla nostra cultura».

Dietro Ardecore c’è una visione precisa, nata dall’incontro di sensibilità differenti ma complementari. Alessandro Zirpolo, anima del forno e interprete dell’impasto, porta nel progetto il legame con l’Irpinia e una ricerca costante sulla qualità; Roberta segue accoglienza e organizzazione con attenzione ai dettagli, mentre Matteo aggiunge una prospettiva gestionale capace di coniugare passione e progettualità.

Nel corso dell’incontro, la giornalista ha anche presentato il secondo volume di Calici & Spicchi, nato dopo il successo del primo libro pubblicato nel 2024.

«Il primo volume era fortemente legato alla Campania, alle sue pizzerie e ai suoi vini. Questo secondo libro invece si apre al mondo: raccoglie pizze provenienti da venti Paesi diversi, abbinate esclusivamente a vini italiani. Ho voluto costruire un libro semplice, accessibile, che parlasse anche a chi non conosce il vino. Perché l’abbinamento deve essere scoperta e piacere, non rigidità».

E ancora: «Il gusto personale resta fondamentale. Possiamo conoscere tutte le regole dell’abbinamento, ma il mio palato non sarà mai uguale a quello di un’altra persona. Bisogna sperimentare, avere curiosità e concedersi la libertà di provare».

Più che una semplice degustazione, quella andata in scena ad Ardecore è stata una narrazione gastronomica fatta di contaminazioni, tradizione e identità territoriali. Una conferma di come oggi la pizza possa diventare un linguaggio capace di raccontare storie, territori e persone, soprattutto quando a dialogare con ogni spicchio c’è il calice giusto.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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