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Italia Zuccheri compie 60 anni con i robot nei campi
(Agen Food) – Roma, 05 feb. – (Fonte Corriere della Sera) Zucchero 100% made in Italy è quello prodotto da Italia Zuccheri-Coprob, una cooperativa di 5 mila soci e 7 mila agricoltori che quest’anno compie i suoi 60 anni.
Ha scelto di rimanere nel mercato dello zucchero italiano come unico produttore. La sua sede è a Minerbio, vicino a Bologna, «Questo ci ha dato la leva per attuare un percorso di innovazione e differenziazione sia come prodotto finito ma anche a livello agricolo, nella sostenibilità — ha spiegato Massimiliano Cenacchi, direttore agricolo di Italia Zuccheri Coprob.
Siamo tra le filiere più grandi d’Europa a livello di zucchero biologico. Nel 2021 abbiamo coltivato 1.900 ettari di bietole biologiche e quest’anno siamo già a 2.400».
Grande importanza viene data alla digitalizzazione e ai sistemi tecnologici innovativi. «Gli strumenti digitali sono offerti agli agricoltori dalla cooperativa che li affianca— ha aggiunto Cenacchi—. Stiamo utilizzando la meccatronica».
L’azienda ha infatti integrato nel processo agricolo un robot alimentato ad energia solare in grado di seminare due ettari al giorno e di memorizzare, a distanza di tempo, il punto preciso di semina per ritornarci dopo mesi per la sarchiatura. «Un robot che risparmia combustibile fossile ed evita anche il calpestamento del terreno, elemento critico per la produzione agricola».
Oltre a sistemi di mappatura satellitari che permettono di impostare le guide dei trattori in modo che non avvenga una sovrapposizione dei trattamenti «abbiamo inserito il Dss (Decision Support System) per dare un supporto decisionale all’agricoltore per capire quale sia il momento giusto per intervenire ad esempio nei trattamenti».
L’impegno verso la sostenibilità di Italia Zuccheri-Coprob (che ha anche stretto sinergia cooperativa con Conapi-Mielizia per la tutela della biodiversità) è stato confermato dalla certificazione Sqnpi — sistema di qualità nazionale di produzione integrata — che consente di convertire il convenzionale in un’agricoltura 100% sostenibile dove la barbabietola rappresenta già di per sé una coltivazione virtuosa per l’ambiente.
«La transizione ecologica è diventata un modello attrattivo per i giovani — ha Concluso Cenacchi —. Nel bio l’età media è di 45 anni».
