(Agen Food) - Roma, 24 apr. - di Laura Caldara - Entriamo in un ristorante…

Azotea entra nella Guida Identità Golose
(Agen Food) – Torino, 28 mar. – Nei giorni scorsi al Teatro Manzoni di Milano, è stato annunciato l’ingresso nella Guida Identità Golose 2023 di Azotea, restaurant-cocktail bar nikkei di Torino. L’insegna è stata premiata anche con il riconoscimento speciale Contaminazioni firmato Debic, consegnato da Federico Quaranta (conduttore), Paolo Marchi, Claudio Ceroni (ideatori di Identità Golose) e Cinzia Benzi (autrice per IG).
“Si tratta di un duplice successo per noi” ha detto fieramente la co-titolare del locale, pastry chef e responsabile della sala Noemi Dell’Agnello. “Da un lato ci è stata riconosciuta la bontà del lavoro fatto in cucina (Identità Golose è una guida ristoranti, ndr) e, dall’altro, la nostra anima culturale, per metà peruviana e per metà giapponese”. Gli fa eco il co-titolare, compagno di vita e bar manager Matteo Fornaro.
“Essere qui oggi, tra tanti ristoranti blasonati e che per anni abbiamo visto da lontano e con grande ammirazione è un onore. Queste soddisfazioni si vivono poche volte nella vita e sono il giusto riconoscimento per aver investito tempo in un’idea unica, che sapevamo ci avrebbe reso fieri un giorno. Quel giorno è arrivato e noi siamo orgogliosi del percorso fatto”.
“Se oggi il mio nome è nella Guida Identità Golose 2023 devo dire grazie in primis a Noemi e a Matteo, persone che per il loro progetto hanno dato tutto e anche di più” ha aggiunto lo chef Alexander Robles. “Dal mio arrivo a febbraio 2022, io e Azotea abbiamo fatto un’evoluzione importante, desiderata ma non così auspicabile. Adesso proseguiremo sulla stessa strada, ma con un’altra consapevolezza dei nostri mezzi”.
L’INGRESSO IN GUIDA
“Nel tratto di spazio compreso tra piazza Vittorio Veneto e l’Amazzonia […] questo nuovo ristorante di cucina nikkei (cioè la cucina peruviana innervata di influenze giapponesi) propone ai palati torinesi, adusi a Barbera e vitel tonné, esotici e freschi spunti gastronomici”. Inizia così la scheda che Stefano Cavallito e Alessandro Lamacchia – collaboratori storici di Repubblica, di guide ristoranti e co-ideatori assieme a Luca Iaccarino de I Cento – hanno dedicato ad Azotea. Nelle righe successive il focus è sulla proposta, raccontata nelle due anime di piatti e drink.
“La formula […] si propone in una doppia veste, l’una di cocktail bar (con tapas anche non troppo nikkei, dalla buona selezione di ostriche ai tacos argentini di gamberi, passando però per il bao di arrosto di maialino alla peruviana), l’altra di ristorante in cui invece l’anima nippo-peruviana emerge con maggiore evidenza”.
Sul finale, spazio invece al dettagliato racconto di alcuni piatti di Alexander Robles e al loro abbinamento con i cocktail di Matteo Fornaro. “I piatti sono intriganti (e floridi di ingredienti: Gambero, kiwi e succo di jackfruit; Ceviche amazzonico con succo di mango, bonito, mais peruviano, cipolle, vongole e spinaci d’acqua vietnamiti; Petto d’anatra marinato con kiwi, ananas e cipollotto, con polvere di porro, albicocche, umeboshi e succo di manioca) ma ancora più intrigante è lo studiato e buon abbinamento con i cocktail della casa, che fa di Azotea, almeno all’ombra della Mole, se non un rarità almeno una piccola e gioiosa eccentricità”. La chiosa è dedicata alla sala: “il servizio è cordiale e premuroso, l’esperienza divertente”.
IL PREMIO CONTAMINAZIONI
Ad Azotea va anche il premio Contaminazioni firmato Debic. La motivazione è da leggersi proprio nel ruolo gastronomico di ponte che l’insegna riveste tra la cultura peruviana e quella giapponese. Fin dall’inizio, è stata la chiave di volta che l’ha fatta apprezzare: per la proposta liquida di Matteo Fornaro, per il menu dello chef Alexander Robles o per entrambi, in particolare nel menu degustazione Azotea Experience, dove a ogni piatto è accostato un sip (sorso alcolico, a bassa gradazione alcolica o analcolico) studiato ad hoc dal bar manager.
“Lo stile Nikkei è il tratto identificativo di questo locale di Torino. La contaminazione culturale non caratterizza solo la cucina, affidata a un giovane chef di Cuzco che intreccia ingredienti e tecniche nippo-peruviane, ma contraddistingue anche la proposta dei cocktails abbinati ai piatti. Con un tocco di italianità”.
Oggi più di ieri Azotea è riconosciuto come unicum nel panorama della ristorazione italiana. Il prossimo obiettivo è quello di trasmettere il più possibile la cultura che l’ha reso così speciale: quella nikkei.
