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Il Sidro marchigiano dalla mela rosa dei Monti Sibillini

  • Redazione Agenfood
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(Agen Food) – Montelparo (FM), 06 feb. – di Pol. Cla. – La mela rosa dei Monti Sibillini è uno dei prodotti identitari del territorio che appassionati coltivatori stanno riproponendo su più ampia scala per sopperire alle richieste del mercato e del quale validi artigiani e cuochi stanno testando l’utilizzo in varie preparazioni. Presso l’Accademia Italiana della Cucina una delegazione di Fermo ha fatto tappa ad Ortezzano per un evento incentrato su un pomo particolare. Maurizio Curi, appassionato di natura e biodiversità, alla guida dell’azienda a conduzione familiare La Golosa ha descritto la progettualità condivisa con il prof. Leonardo Seghetti, docente all’Istituto Agrario Ulpiani di Ascoli Piceno, ricercatore e autore di numerose pubblicazioni. Da questa mela rosa, profumata e aromatica mela è stato ottenuto un succo per pressione; dopodiché, attraverso successiva fermentazione si è arrivati a una bevanda leggermente alcolica, il sidro. Una volta ottenuto, è stato fatto rifermentare in bottiglia per ottenere “Lo Spumante di sidro di Mela Rosa” con il nome di La Bolla della Sibilia.

L’azienda è situata a Montelparo (FM), a ridosso dei Monti Sibillini. Qui Maurizio Curi, sostenuto dall’esperienza e dalla formazione degli studi in agraria coltiva, insieme ai suoi genitori, 12 ettari di frutteti. Il raccolto è destinato sia al mercato del fresco, sia alla trasformazione in confetture, frutta sciroppata e macinati di frutta. Tra i prodotti di punta: i macinati di frutta, disponibili nei gusti della gamma delle sciroppate, a completamento della linea I Golosissimi (processati con il 90% di frutta, succo di limone e poco zucchero, disponibili in formato 150 ml). I macinati si ottengono da frutti pressati e non centrifugati, in modo da ottenere un succo polposo al punto giusto, che mantiene integralmente il contenuto di fibre. Tra le novità di prodotto, oltre al sidro, anche il succo di mora e di succo di arancio biondo del Piceno, disponibili in formato da 150 ml.

La mela rosa viene raccolta in ottobre raccogliamo. È  un frutto autoctono tipico della comunità montana dei Sibillini, in vendita grazie a distributori presso piccole insegne locali. Nota anche come mela rosa marchigiana, appartiene alla varietà di mela domestica della famiglia delle Rosacee, molto ricercata soprattutto per la serbevolezza: raccolte nella prima decade di ottobre, infatti, queste mele si conservano perfettamente fino ad aprile. Per ottenere la il sidro si è utilizzata una fermentazione a bassa temperatura in maniera da far formare un perlage (bollicina sottile, spuma cremosa): fenomeno che avviene quanta più bassa è la temperatura di rifermentazione. Sono state interrate le bottiglie in più cassoni, a circa 2 metri di profondità tra i filari del meleto. Così la temperatura è rimasta costante per tutto il periodo di fermentazione, durato oltre 9 mesi, periodo in cui le bottiglie sono state lontane da fonti di luce. Poi è seguita la sboccatura e il livellamento della bottiglia con lo stesso spumante. Il grado alcolico finale è di circa 8,5 gradi. Profumi e gusto sono avvolgenti e persistenti in bocca, in quanto richiamano per l’appunto la mela rosa.

La produzione è stata limitata a 350 bottiglie, mentre quella su più ampia scala partirà dal prossimo anno per una distribuzione e vendita più estese. Un prodotto assolutamente nuovo, che non c’era sul mercato.

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