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In gelateria l’ideatore di Isotta: bontà sostenibilità occupazione

(Agen Food) – Roma, 06 mar. – di Olga Iembo – Anche un gelato fatto a regola d’arte può essere ancora più “buono”. Succede se mentre lo si gusta si fa anche qualcosa di utile per preservare l’ambiente, utilizzando proprio per trasportare, contenere e degustare il delizioso alimento strumenti che sono ecofriendly, non inquinanti perchè totalmente compostabili. Esistono già, e hanno un nome, “Isotta”, che presto sarà sulla bocca di tutti i gelatai, dei gelato lovers e non solo.

Non è un caso se lunedì, alla riapertura della sede storica di Neve di Latte – la gelateria di via Poletti a Roma – dopo il restyling a cura di FraMe studio, c’era anche Maurizio Corazzi, ideatore di Isotta, e fondatore dell’azienda laziale AlterEco, una delle principali realtà nel settore della realizzazione di prodotti usa e getta per la ristorazione a bordo di treni e aerei ma anche negli aeroporti e nelle stazioni, nella ristorazione moderna, nelle pasticcerie, gelaterie e bar.

L’impegno di AlterEco

Dal 2004 in AlterEco è stato deciso di riconvertire progressivamente le produzioni da materie prime inquinanti a sostenibili, e così è stato realizzato un innovativo impianto produttivo a impatto zero, unico in Italia, capace di realizzare qualsiasi tipo di packaging nel pieno rispetto dell’ambiente.

E poi è arrivato “Isotta”, rivoluzionario packaging per l’asporto del gelato artigianale, la prima vaschetta isotermica, monouso ed ecosostenibile al mondo, fatta in polpa di cellulosa estratta da scarti vegetali che la rende compostabile. Isotta, insomma, viene dalla natura e torna in natura in un circolo virtuoso totalmente ecologico e sostenibile.

La presentazione di Isotta al Sigep 2024

Presentata ufficialmente al Sigep 2024, Isotta ha conquistato l’attenzione, ma già aveva cominciato a convincere i gelatai, principali destinatari dell’innovativo packaging, proprio come i titolari di Neve di Latte che ne hanno subito condiviso l’indispensabilità. La confezione circolare rappresenta un nuovo standard per il commercio del gelato: lo protegge durante il trasporto grazie alla speciale camera d’aria che si crea fra le due “anime” del contenitore, trasmettendo anche un messaggio eco friendly, che piace quanto il suo contenuto, essendo realizzata con la tecnologia fiber molding, che sfrutta le fibre naturali di cellulosa.

Il contenitore è stato progettato e testato per essere pratico ed efficiente, risulta facile da trasportare, da aprire e da chiudere; è leggero e poco ingombrante, consente di poterne tenere in gelateria ampie scorte essendo impilabile, è piacevole da vedere sul banco e può essere personalizzato, è ideato affinché i clienti possano gustare il gelato in modo comodo e senza sprechi.

Un prodotto indispensabile che ha convinto

L’impegno globale di AlterEco è quello di arrivare al massimo grado di sostenibilità, ad esempio anche con la riduzione degli imballaggi superflui o la collaborazione con partner che condividono valori eco friendly, e dunque il progetto “Isotta”, benché messo in cantiere anni fa con grande lungimiranza quando ancora la “sostenibilità” non era un imperativo categorico come ai nostri giorni, non è stata una sorta di intuizione, ma un naturale sviluppo dell’attività dell’azienda, come ha detto proprio Maurizio Corazzi ad Agen Food.    

“Non si è trattato di un’ispirazione – ha spiegato -, è che noi per lavoro trasformiamo la cellulosa e cerchiamo di applicare questa soluzione a tutti i prodotti impattanti, e il polistirolo espanso stava in cima alla graduatoria, per cui abbiamo voluto cercare un qualcosa per sostituirlo e da lì è nato il progetto Isotta”.

Un progetto che ha catturato subito l’attenzione, già alla sua presentazione al Sigep: “Considerando che è un prodotto assolutamente nuovo – ha aggiunto Corazzi -, e che abbiamo fatto una fiera importante per verificare come poteva andare, la risposta è stata senz’altro positiva. Adesso le aspettative sono di superare le obiezioni del cliente nel passare dal vecchio prodotto al nuovo, però è solo una questione di tempo”.

Una questione di tempo, appunto, perché Isotta offre una soluzione indispensabile adesso che la sostenibilità degli imballaggi in generale, compreso il packaging per il gelato dunque, viaggia verso l’obbligatorietà. Di appena due giorni fa l’ultimo passo compiuto in tal senso in Europa, con l’accordo provvisorio sulla proposta di regolamento sul packaging e sui rifiuti di imballaggio raggiunto da Consiglio Ue e il Parlamento europeo, in cui è previsto fra l’altro che imballaggi in plastica per alimenti e bevande riempiti e consumati in bar e ristoranti, saranno vietati dal primo gennaio 2030.

La risposta dei gelatieri alla presentazione di Isotta è stata dunque “assolutamente in linea con quello che ci aspettavamo – ha detto Corazzi -. Perché le prove le abbiamo fatte prima noi prima di metterla sul mercato. Abbiamo consultato degli Istituti specializzati che hanno fatto le loro prove e i loro test e ci hanno certificato il risultato”.

Il progetto creerà una filiera in Italia e piace al MASAF

AlterEco dunque viaggia veloce, verso una “sostenibilità” che si traduce anche in occupazione e sviluppo, con l’idea di allargare il progetto per reperire direttamente in Italia la polpa di cellulosa necessaria – che ancora viene importata -. Infatti grazie all’ingresso nel capitale di un fondo istituzionale di Venture Capital e di alcuni Business Angels, e alla collaborazione con importanti università italiane come la Sapienza o Torvergata a Roma, nascerà in Abruzzo la prima fabbrica per la produzione del packaging ottenuto dall’estrazione della polpa di cellulosa da biomasse agricole come il bambù, la paglia del grano oppure gli scarti di ortaggi.

Qualcosa che è piaciuto particolarmente al MASAF, con cui AlterEco ha intrapreso una comunicazione dopo il Sigep: “Il Capo della Segreteria Tecnica del Ministro ci ha convocato – ha raccontato Claudia Corazzi -, perché sono interessati al nostro progetto di sostenibilità, che non è solo la produzione di Isotta, perché noi facciamo tantissimi articoli con questa materia prima, ma è la creazione di una filiera agro-industriale italiana, per l’estrazione della cellulosa e per la produzione di monouso e imballaggi ecosostenibili, filiera che ad oggi non esiste né in Italia né in Europa”.

Poi l’ideatrice di Isotta ha fornito dettagli: “Puntiamo a creare vari stabilimenti che aumentino la nostra capacità produttiva, il primo nella piana del Fucino in cui raccogliere tutti i prodotti agricoli secondari, ad esempio gli ortaggi, prodotti dagli agricoltori e da questi prodotti secondari andremo a recuperare la cellulosa. Altri stabilimenti seguiranno con lo stesso criterio di sviluppare filiere agricole come quella del bambù o della paglia del grano. In sintesi il nostro progetto è quello di creare filiere per l’estrazione della cellulosa in Italia da piante stagionali e autoctone. Non dobbiamo andare più a prendere la cellulosa da chissà dove ma piantiamo, estraiamo la cellulosa e ne facciamo imballaggi ecosostenibili che dopo l’utilizzo tornano in natura sotto forma di compost”.

Un progetto ampio, dunque, che per quanto riguarda il mondo del gelato prevede anche la realizzazione di cucchiaini e stecchi in polpa di cellulosa, e che renderà il gelato sempre più “buono” per tutti.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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