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Le Leggende metropolitane sulle carni eterne

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(Agen Food) – Roma, 16 ago. – Molte sono le leggende metropolitane sulle carni, non ultima la storia di un cittadino americano che per 14 anni avrebbe conservato un hamburger nel frigorifero di casa per esibirlo in programmi televisivi mostrandone il buono stato di conservazione e l’assenza di muffe.

Altra storia è quella del californiano David Whipple, che attribuisce la conservazione degli hamburger a conservanti misteriosi, additivi sconosciuti e altri strani ingredienti aggiunti per garantire vita eterna all’hamburger.

Periodicamente negli States vi è qualcuno che cerca un minuto di celebrità con storie analoghe.

Fin dal 2007 su YouTube gira un video, Bionic Burger, nel quale Len Foley sostiene di avere collezionato hamburger vecchi di 18 anni. L’artista Sally Davis di New York fotografa un Happy Meal (panino e patatine) per 145 volte per dimostrare che i prodotti non ammuffiscono.

La blogger Keren Hanrahan, nel suo Best of Mother Earth, racconta di un hamburger acquistato nel 1996 e da lei usato per 14 anni per spiegare a bambini e genitori quali sono i danni di una cattiva alimentazione. La multinazionale Burger King, dopo essere stata al centro di una bufera mediatica per uno slogan sulle donne che stanno bene in cucina, l’8 marzo 2021 ha lanciato una pubblicità per promuovere il nuovo hamburger, il Moldy Whopper, con uno spot che presenta il panino pieno di muffa, dimostrando che cosa succede ad un hamburger lasciato lì per un mese e sottolineando come gli ingredienti usati siano freschi e senza conservanti.

Le carni eterne sono fenomeni forse inventati o naturali, perché da tempo immemorabile è noto che le carni, in particolari condizioni, si possono conservare senza additivi ma semplicemente per disidratazione ed essicazione, come dimostrano anche antichissimi reperti di carni mummificate egiziane.

Che le carni si possano conservare a lungo con il solo essiccamento, con o senza congelamento, è ampiamente dimostrato anche dalle mummie ritrovate in tutte le parti del mondo. Per quanto riguarda le carni alimentari vi sono però due esempi particolari che riguardano un hamburger di 51 anni e un prosciutto di 118 anni.

Il prosciutto più antico conosciuto risale al 1902 e ha quindi quasi 120 anni. Si tratta di un prosciutto di maiale originariamente lavorato e stagionato in tale anno dalla compagnia di carne P. D. Gwaltney Jr & Co., Inc. di Smithfield, nello Stato Americano della Virgina, poi perduto nella fabbrica stessa dove viene scoperto due decenni dopo da Pembroke D. Gwaltney Jr.

Al prosciutto ormai di 20 anni è fissata una placca di ottone ed è presentato in varie esposizioni per dimostrare che la carne lavorata dalla ditta può essere conservata senza essere refrigerata. Infatti, il processo di stagionatura a secco utilizzato nella lavorazione del prosciutto prevede solo la salatura della carne e il drenaggio del sangue, il che consente una maggiore conservabilità e un sapore piccante. Il prosciutto è ora conservato nel l’Isle of Wight County Museum Smithfield (Virginia, USA) e custodito in una teca climatizzata con altri due prosciutti, uno dei quali di orso e l’altro presumibilmente il prosciutto più grande del mondo.

I microbiologi dicono che da un punto di vista di sicurezza sanitaria il prosciutto ormai ultracentenario potrebbe essere ancora commestibile, ma sulle proprietà gustative di un prosciutto così a lungo stagionato e certamente molto asciutto vi potrebbero essere dei dubbi. Il museo che ospita il prosciutto centenario, nel luglio di ogni anno ne celebra il compleanno con una festa.

Fonte: Ruminantia

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Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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