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Il miele di Giorgio Poeta premiato da The WineHunter Award 2024
(Agen Food) – Merano (Bz), 09 nov. – Apicoltore, sperimentatore e visionario: The WineHunter, l’organizzazione guidata da Helmuth Köcher, fondatore e Presidente di Merano WineFestival, assegna a Giorgio Poeta il prestigioso The WineHunter Platinum 2024 per il suo “Carato Gran Cru”. Questo premio, massimo riconoscimento di qualità e innovazione, celebra l’impegno per l’eccellenza e la sua capacità straordinaria di trasmettere, attraverso il miele, le emozioni profonde del territorio marchigiano. L’annuncio ufficiale è arrivato ieri, venerdì 8 novembre, al Merano WineFestival, presso il suggestivo Pavillon Des Fleurs, noto anche come Salone degli Specchi.
“Ricevere il The WineHunter Award Platinum è un onore immenso”, commenta Giorgio Poeta. “Una conferma della passione che dedichiamo al nostro lavoro e della ricerca quotidiana della qualità che avviene in campo e all’interno del nostro laboratorio. Diventare apicoltore per me è stata una scelta dettata da esigenze professionali ed etiche, nella quale le competenze agronomiche, l’innovazione e le api sono alleati. Grazie a questa combinazione è possibile monitorare lo stato di salute del territorio, valorizzarlo e, una volta confezionato, assaporarlo”.
Il “Carato Gran Cru”
“Il Carato Gran Cru è ottenuto attraverso l’invecchiamento del miele di Acacia Bio in botti di rovere francesi François Frères, precedentemente utilizzate da Marco Casolanetti per l’invecchiamento del vino Kurni. Esse conferiscono al miele un aroma e una complessità di sapori inconfondibili, grazie alla ricchezza di tannini e alle note di frutta rossa lasciate dal vino. Durante i nove mesi di affinamento, il miele sviluppa un profilo aromatico eccezionale, espresso in sentori intensi e un bouquet vegetale unico che rievoca la frutta a bacca rossa matura. Il sapore è deciso e strutturato, con note predominanti di visciola, ciliegia e lampone, che si intrecciano armoniosamente con i sentori del vino Kurni.
Giorgio Poeta
Giorgio Poeta pratica un’apicoltura sperimentale da oltre vent’anni, mantenendo un profondo rispetto per il benessere delle sue api e per l’ambiente circostante. Attraverso la pratica del nomadismo, produce miele soprattutto a partire da altitudini non inferiori agli 800 metri, spaziando tra le Marche, l’Umbria, il Lazio e l’Abruzzo, fino a toccare anche il Molise e la Basilicata. Questa scelta consente alle api di accedere a fioriture diverse e all’azienda di diversificare la produzione, offrendo una varietà di mieli e prodotti correlati.
Figlio di una generazione che ha lasciato la montagna per trasferirsi in città, Giorgio è prima di tutto un agronomo: la sua solida formazione tecnica legittima la sua visione dell’apicoltura come professione a tutto tondo, dotata di dignità e specificità. Tra i suoi principali obiettivi c’è il desiderio di riportare al centro ciò che è marginale, a partire dai territori che l’ape può presidiare. Attraverso il suo lavoro, Giorgio dimostra quanto possa essere incontaminata l’area in cui le api si muovono e impollinano, utilizzandole come strumenti di biomonitoraggio per il territorio.
