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Alla Camera “Generazione formaggi” a tutela di storia e cultura
(Agen Food) – Roma, 10 apr. – di Olga Iembo – Produzione casearia nemica dell’ambiente? Decisamente no. Il formaggio è sostenibile. E’ stato questo il leit motiv dell’incontro di presentazione del progetto “Generazione formaggi”, che unisce le tre Dop italiane Casciotta d’Urbino Dop, Piave Dop e il Provolone Valpadana Dop per un’operazione di difesa culturale e sociale, che si è tenuto ieri alla Camera dei Deputati.
I formaggi, è stato detto, in particolare le tre realtà protagoniste dell’incontro di ieri, rappresentano un “manifesto” di espressione dell’ambiente rurale e della conservazione del territorio, rispettando proprio ciò che lo connota, e sono espressione di un’esperienza storica e culturale senza eguali.
Padrone di casa il Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, Mirco Carloni, che è stato subito chiaro: “La sostenibilità è importante, ma attenzione alle operazioni meramente ideologiche. Il rischio quando si vuole imporre a qualsiasi costo l’ideologia ‘green’ è che le conseguenze, serissime, le scontino i principali attori del settore, e nel caso dell’agroalimentare non sono solo gli agricoltori, ma tutti noi. Creare ostacoli tali da indurre il ritiro dell’uomo dalla natura significa andare verso un’economia dell’abbandono. Noi invece dobbiamo contrastare il rischio che l’agricoltura sparisca fra 30 o 40 anni, e lo dobbiamo fare agendo soprattutto sulle due fondamentali questioni che sono il ricambio generazionale e la remuneratività nel settore”.
Due questioni che, in effetti, sono state al centro di tutti gli interventi dei relatori dell’incontro, i quali hanno voluto comunque chiarire di sposare l’idea della necessità di implementare soluzioni sempre più sostenibili, soprattutto attraverso l’innovazione e la condivisione di dati e conoscenze. Per un impegno comune in tal senso, e dunque per la tutela della sostenibilità ambientale ma anche per evitare la dispersione di valore e ricchezza e il drastico spopolamento dei territori, si sono unite le tre Dop protagoniste dell’incontro, che svolgono un ruolo chiave nel panorama del Made in Italy italiano ed europeo con un valore di produzione di circa 5,2 miliardi e 8,6 miliardi di valore al consumo (Ismea Qualivita).
I Consorzi di Casciotta d’Urbino, Piave e Provolone Valpadana, hanno rafforzato questa unione nonché il rilancio di una zootecnia che li veda di nuovo protagonisti di un percorso di rivitalizzazione dei territori e delle aree interne, sempre più interessate da desertificazione economica, culturale e sociale. Il progetto avviene sotto l’egida di Aecis, l’Associazione Europea di Cultura Innovazione e Sostenibilità, il cui principale obiettivo è quello di cogliere la sfida della transizione verso sistemi alimentari sostenibili, come indicato anche dalla strategia UE “Farm to Fork” al centro del Green Deal europeo. L’associazione si propone di sviluppare una serie di azioni, a carattere divulgativo, formativo, scientifico, che abbiano come denominatore comune la correlazione tra lo sviluppo del sistema dei regimi di qualità europei e la capacità effettiva delle filiere agroalimentari di implementare principi e pratiche quotidiane di sostenibilità, anche misurandone la relativa attuazione.
Obiettivi descritti dai presenti all’incontro a Montecitorio, moderati dal giornalista e scrittore Carlo Cambi.
Il Presidente di Aecis Libero Giovanni Stradiotti ha spiegato come l’associazione abbia anche “condiviso l’approccio fornito dall’Osservatorio del Benessere Animale che ha fondato il ‘primo sindacato per animali lavoratori’, assimilando le mucche a veri e propri soggetti in grado di apprezzare il miglioramento dell’ambiente di lavoro (la stalla) ed alla continua ricerca di una particolare attenzione anche alla socialità ed alla condivisione degli spazi, come pure al rapporto tra genitrice e vitello”. Mentre Gianluigi Draghi, Presidente del Consorzio della Casciotta d’Urbino Dop ha parlato di un progetto integrato di filiera agroalimentare, fondato sui valori della cooperazione, “che ambisce a rendere efficienti e innovative le aziende zootecniche nonché per mantenerle nei territori e di conseguenza preservare l’occupazione, perché se restano le aziende rimangono in vita i servizi, da quelli sociali, sanitari e culturali a quelli digitali. Così la cooperazione diviene volano di attività in aree che rischierebbero di scomparire. Le aziende agricole in questi territori svolgono, inoltre, una fondamentale funzione di presidio e di difesa del suolo contro le minacce dai fenomeni di dissesto idrogeologico, che si stanno verificando sempre più con maggiore frequenza proprio a causa dell’abbandono dei terreni agricoli”.
“La provincia di Belluno – è detto per parte sua Modesto De Cet, Presidente Consorzio Tutela Formaggio Piave Dop – è attraversata da un doppio fenomeno di spopolamento a causa della crisi demografica e per le importanti migrazioni degli ultimi anni fuori provincia. La presenza di attività produttive legate alla filiera del Piave Dop ha un’importanza rilevante: mantiene attiva la presenza dell’uomo e consente il ricambio generazionale, migliora il contesto paesaggistico altrimenti in lento degrado e mantiene in equilibrio il delicato ecosistema montano. A queste misure di salvaguardia si uniscono una serie di buone pratiche economiche, culturali e sociali: primo fra tutti garantire un reddito dignitoso per gli allevatori, la promozione delle antiche tradizioni locali e del made in Italy in tutto il mondo”.
Giovanni Guarneri, Presidente del Consorzio Tutela Provolone Valpadana è partito ricordando che nel 2023 è partito il progetto Connessioni del Provolone Valpadana (Con.Pro.Va), in collaborazione con il CREA (il centro di ricerca del Ministero) e cofinanziato dalla Regione Lombardia, con lo scopo di costruire un dettagliato database di tutti i consumi della filiera, a partire dal campo, per registrare l’impatto energetico della produzione di latte certificato a Provolone Valpadana, fino alla stagionatura in caseificio. Il progetto mira a creare, con il supporto dell’intelligenza artificiale, una predittività nei consumi, in modo da essere pronti nei momenti di crisi, per poter intervenire con tempestività in correzione di eventuali punti critici. “Oggi – ha detto – la grande sfida è quella di rendere produttivi questi dati generando informazioni utili entro l’azienda agricola e a cascata in tutta la filiera. Certamente, il principale aspetto innovativo del progetto è la valorizzazione della messa in rete di dati per renderli fruibili a più livelli grazie a una piattaforma digitale che li valorizza attraverso la loro interconnessione a supporto delle differenti sostenibilità in ciascuno stadio della filiera stessa”.
Parola d’ordine “sostenibilità”, dunque, ma che sia anche economica e sociale, consentendo all’agricoltura di proseguire nella sua storia millenaria, alimentata da un sufficiente ricambio generazionale e da una redditività sufficiente a garantire la dignità dei suoi operatori, tutto nel rispetto dell’antico motto recitato dal rappresentante della Casciotta d’Urbino: “Pascolo-latte-sapienza contadina”.
“Per il sostegno alle nuove generazioni cui tramandare le tradizioni agricole e per un’adeguata remunerazione del lavoro stiamo operando in Parlamento – ha sottolineato Carloni -, con provvedimenti seri e concreti. Abbiamo fatto diventare realtà la legge per la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel settore agricolo, e speriamo che lo divenga presto anche la proposta di legge per stabilire prezzi minimi per la cessione di prodotti agroalimentari vincolati ai costi di produzione agricola. L’obiettivo primario è dare riconoscibilità sociale al ruolo dell’agricoltore, anche valorizzando le aziende agricole nelle aree interne, laddove proprio le Dop sono la massima espressione per tutelare l’identità culturale e lo sviluppo dei territori. Vogliamo sostenere i nostri agricoltori, i nostri allevatori, i nostri produttori, che fanno un cibo di grande qualità, fanno cultura, sono custodi dell’ambiente e valorizzano i territori. Noi facciamo la nostra parte – ha concluso Carloni -, serve che in Europa si faccia altrettanto”.
