A Lanuvio la IX edizione del Festival della Maza e il V Festival delle Tradizioni e delle Eccellenze
(Agen Food) – Lanuvio (Rm), 07 nov. - È tutto pronto a Lanuvio in vista…

(Agen Food) – Milano, 03 mag. – Il Presidente di Monini, Zefferino Monini, ha partecipato questa mattina alla conferenza stampa di presentazione del 7° Forum Food & Beverage di Bormio, promosso da The European House Ambrosetti, punto di riferimento per riflettere sul ruolo strategico della filiera agroalimentare per il rilancio sostenibile del Paese.
L’impresa olearia sarà infatti protagonista dell’evento, con una “case history” incentrata sul ruolo e sul valore della sostenibilità nell’universo Food.
Nell’ultima manciata di anni il peso dell’attualità – tra pandemia, crisi internazionali, aumento dei costi produttivi ed energetici – ha drenato energie e attenzione di imprese e cittadini, con il rischio che si torni a ragionare solo in termini di contingenza. E invece mai come oggi è necessario pensare con una prospettiva a lungo raggio, l’unica che possa permetterci di affrontare il presente con la consapevolezza di costruire prospettive e valore per il futuro. È questo, in estrema sintesi, il senso della sostenibilità secondo Monini.
Non un attributo, un capitolo a sé stante – e tante volte marginale – del modello di business, ma una parte integrante e fondativa del modo di fare impresa. Un’impresa che, per sua natura e vocazione, non si è mai limitata a produrre olio con profitto, ma che ha sempre cercato di creare valore diffuso e cultura del prodotto e che oggi vuole assumersi la responsabilità di essere un modello verso i propri dipendenti, il proprio territorio, la filiera.
Una filiera che, come in più occasioni ha sottolineato, necessita di un profondo cambiamento, di un’evoluzione verso un modello olivicolo moderno e sostenibile sotto il profilo produttivo, ambientale ed economico. La disastrosa annata di quest’anno, con il costo della materia prima salito del 65%, è solo l’ultimo campanello d’allarme di un sistema che va superato.
Ecco perché nel 2020, in occasione del nostro Centenario, Monini ha varato il Piano di Sostenibilità A Hand for the Future, un percorso composto da oltre 25 progetti per un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro, che ha già ottenuto numerosi riconoscimenti pubblici: dal 2020 è stata premiata tra le imprese Welfare Champion del Welfare Index PMI di Generali Italia, nel 2021 e nel 2022 è stata indicata come azienda Leader della Sostenibilità in Italia (Statista/Sole24Ore) e sempre lo scorso anno è stata inserita nel Future Respect Index di Consumer Lab.
Bosco Monini e qualità
Tra i progetti più significativi già messi in cantiere c’è Bosco Monini: un polmone verde che sta nascendo tra Umbria, Toscana e Puglia da 1 milione di nuovi olivi piantati prevalentemente in aree abbandonate e che rappresenta il modello di olivicoltura che l’azienda vuole condividere con la filiera. Bosco Monini, ha spiegato il presidente Zefferino Monini, “ci consente infatti di entrare nel primo anello della filiera e di produrre in maniera sostenibile e rispettosa delle risorse – acqua, suolo, biodiversità – più olio che sia italiano fin dall’origine, biologico e di qualità certa e costante nel tempo. L’Italia, pur essendo uno dei principali Paesi produttori di olio, è infatti gravemente deficitaria di materia prima: ogni anno importiamo circa 2/3 del nostro fabbisogno, regalando letteralmente buona parte del valore della filiera all’estero. Una situazione insostenibile – quest’anno in particolare – che vogliamo contribuire a sanare, proponendo un modello basato sull’innovazione e sulla costante ricerca della qualità.
Qualità che, fin dalle origini, è il cardine della nostra strategia imprenditoriale. L’olio rappresenta infatti per la nostra famiglia ben più di un prodotto da vendere: è passione, impegno, dedizione, vita. Prima mio nonno, poi mio padre ed oggi io ci siamo occupati in prima persona della selezione e della realizzazione di ogni bottiglia che porta il nostro nome, dai best sellers per il largo consumo come il Classico e il Delicato, che vendiamo in più di 70 Paesi, a produzioni minori come i pluripremiati Monocultivar. Insomma dietro al nome Monini c’è un’offerta ampia e variegata, che si rivolge a diversi tipi di consumatore e a diversi mercati, pur mantenendo un denominatore comune: l’attenzione rigorosa per la qualità e la sicurezza, frutto di avanguardia dei processi, investimenti, ma anche e soprattutto di cura, passione e artigianalità.
Ed è proprio la qualità, a nostro avviso, che “salverà il mondo” dell’olio: per questo da tempo chiediamo che venga introdotta una nuova classificazione, basata su criteri oggettivi, che aiuti i consumatori ad effettuare acquisti consapevoli”.
I principali progetti di sostenibilità oggi
