(Agen Food) - Trento, 05 nov. - Prosegue nel segno della qualità la nuova annata…

Flux: il nuovo menù di Drink Kong è un viaggio liquido tra frequenze, sottrazione ed essenze
(Agen Food) – Roma, 10 giu. – di Giordana Oddi – C’è un luogo a Roma dove il tempo non scorre: si piega, vibra, cambia ritmo: è il flusso del Drink Kong.

Nel cuore del Rione Monti, oltre le regole della miscelazione classica, Drink Kong continua a esplorare territori emotivi e sensoriali, presentando la sua quarta drink list: Flux. Non un semplice menù, ma una dichiarazione di intenti, un manifesto esperienziale che invita chi beve a lasciarsi trasportare in uno spazio sospeso, dove il gusto si fa vibrazione.
Alla base vi è una filosofia che sovverte la forma e mette al centro l’invisibile: “Substract, nothing is everything”. Una frase-mantra, che racchiude l’anima di un bar che ha fatto della sottrazione un’arte e dell’essenziale una conquista. Flux è il risultato di sette anni di evoluzione, dal 2018 a oggi, di un percorso iniziato con Reflections, proseguito con New Humans, maturato con Perimetro e Forma. Oggi il viaggio prosegue oltre la forma e si insedia dentro la frequenza.
«Substract nasce dalla fusione tra substrato e sottrazione», racconta Patrick Pistolesi, ideatore e co-fondatore di Drink Kong. «È il fondamento invisibile che sostiene tutto: l’arte di togliere il superfluo per permettere all’essenza di emergere. Come l’amore, lo spirito o la musica: non si spiegano, si sentono. Questo menù è nato da un pensiero che mi accompagna da anni. Flux è un flusso emotivo, è energia che si muove. Quando sei dentro un flusso, il tempo smette di esistere: come durante un concerto, o una serata con gli amici, o un sorso perfetto. È lì che tutto si allinea: dentro il suono delle cose».

La nuova drink list si compone di 29 cocktail originali, di cui due analcolici, oltre ai due signature immancabili, Canovae Gaijin. Ma Flux non è solo un elenco di ricette. È una struttura viva, composta da tre movimenti, come un’opera musicale:
- Fundamental – Source: ogni vibrazione nasce dal silenzio. In questa sezione domina la semplicità come fondamento. Shibui, ad esempio, prende ispirazione dalla bellezza discreta giapponese: un mix elegante di Eminente Rum, noce moscata, sciroppo d’acero e foglie di fico, che sa di passato e futuro insieme.
- Harmonic – Modulation: qui la tradizione si fonde con la risonanza e si trasforma. È il regno delle interferenze armoniche, delle modulazioni inattese.
- Transcendent – Crossover: il passaggio oltre il visibile, verso una nuova frequenza. In questo territorio liminale nasce Be(e)true(t), cocktail profondo e avvolgente, dove Silent Pool Gin incontra Ginger, Acid Mustard e Beetroot Milk, componendo un’onda liquida istintiva e ipnotica.
Ogni drink è presentato con una parola chiave: elegant, bitter, umami, fresh, accompagnata da un’illustrazione stilizzata del bicchiere. Ma è nell’esperienza del gusto che Flux trova la sua verità: combinazioni inedite, equilibrio tra intensità e sottrazione, spirito e materia.

Tra le proposte più audaci, Fear & Loathing in Gayaca è un omaggio psichedelico che reinventa il Midori, ridistillandolo e unendolo alle note verdi del jalapeño e all’erbaceo dell’Espolon Tequila. Il Kong Cordial e il passion fruit completano la vibrazione, in un viaggio sensoriale che sa di tropici e introspezione.
Anche la veste grafica partecipa al flusso: realizzato dallo Studio Lord Z di Alessandro Gianvenuti, il progetto visivo è un’interpretazione astratta delle frequenze. Colori brillanti su bianco e nero, immagini distorte che sembrano provenire da mondi paralleli. Un menù che si apre come un codice sorgente e si chiude su una pagina specchio, lasciando al lettore il compito di decifrare, più che leggere.
«Abbiamo immaginato ogni cocktail come una frequenza da interpretare visualmente», racconta Gianvenuti. «I colori e le forme seguono l’identità invisibile del drink, tra arte, suono e percezione.»
Con Flux, Drink Kong continua a confermarsi come molto più di un bar. È un luogo di ricerca, un laboratorio creativo che sperimenta con l’invisibile e lo traduce in emozione liquida. Bere da Drink Kong non è solo un’esperienza sensoriale: è entrare in risonanza con un’idea. E lasciarsi portare, per un attimo, nel flusso.
