(Agen Food) – Messina, 06 nov. - Un piatto di maccheroni preparati a mano, un…

Cinque cantine siciliane da conoscere al Vinitaly
(Agen Food) – Catania, 31 mar. – Il Vinitaly rappresenta ogni anno un’occasione imperdibile per scoprire il meglio dell’enologia italiana, e la Sicilia si conferma tra le protagoniste assolute grazie a una tradizione millenaria e a una straordinaria varietà di terroir. Dalle pendici dell’Etna alle colline dell’entroterra, ecco cinque cantine siciliane da conoscere (e visitare) durante la manifestazione.
In occasione del Vinitaly 2026, Principe di Corleone presenta un progetto che valorizza due interpretazioni chiave della viticoltura siciliana contemporanea: il Catarratto di montagna e un Nero d’Avola moderno, dinamico e succoso. La famiglia Pollara lavora nelle aree collinari e montane dell’entroterra palermitano, dove altitudine ed escursioni termiche danno vita a vini freschi ed equilibrati. Il Sophia Catarratto si distingue per tensione e finezza aromatica, mentre il Sophia Nero d’Avola offre una lettura più agile e contemporanea del vitigno, puntando su frutto e bevibilità. Accanto a questi, completano la gamma etichette come Angelica Grillo, Orlando Syrah e lo spumante metodo classico San Loe. Durante la fiera, la cantina propone degustazioni dedicate per raccontare una Sicilia autentica, dinamica e in continua evoluzione.

Cantina Marilina porta al Vinitaly due nuove etichette a basso contenuto alcolico (9,5%), frutto di un approccio agricolo consapevole e sostenibile. La cantina di Noto fondata da Angelo Paternò risponde così alle nuove tendenze di consumo senza ricorrere alla dealcolizzazione, puntando invece su pratiche agronomiche mirate. I nuovi vini FLOW– un bianco da Catarratto Mantellato e un rosso da Nero d’Avola – nascono da scelte precise in vigneto: aumento delle rese, vendemmia anticipata e vinificazioni delicate. Il risultato sono vini leggeri ma completi, capaci di mantenere identità, equilibrio e territorialità. Centrale anche il lavoro di recupero del Catarratto Mantellato, a testimonianza dell’impegno verso la biodiversità. Una proposta che interpreta il cambiamento con coerenza e autenticità.

La cantina di Antonio Tonnino presenta alla 58esima del Vinitaly un progetto dedicato a Pinot Grigio e Chenin Blanc, due vitigni internazionali che, coltivati nel territorio di Alcamo, trovano una nuova espressione identitaria. Qui, tra ventilazione costante, vicinanza al mare e condizioni pedoclimatiche favorevoli, nascono vini caratterizzati da equilibrio, freschezza e precisione espressiva. Cuore dell’azienda è Baglio Ceuso, luogo simbolo della tradizione agricola siciliana reinterpretato come spazio di ricerca e accoglienza. Il Pinot Grigio viene proposto in tre versioni – vinificato in bianco, ramato e metodo ancestrale – mentre lo Chenin Blanc Mediterraneo si distingue per complessità e verticalità. Due varietà che raccontano una Sicilia inclusiva e dinamica, capace di accogliere e trasformare, dove anche vitigni non autoctoni possono diventare autenticamente siciliani.

La famiglia Serafica porta al centro della propria narrazione il versante sud dell’Etna, un territorio ricco di complessità geologica e vocazione vitivinicola. Qui, tra suoli lavici ed escursioni termiche marcate, prendono forma vini che esprimono freschezza, eleganza e profondità. Protagonisti sono il Carricante, vitigno bianco simbolo dell’Etna, caratterizzato da mineralità e tensione, e il Nerello Cappuccio, che contribuisce con finezza aromatica e struttura al racconto del territorio. Tra le novità il nuovo vino Versante Sud Rosso 2021 Etna D.O.C., solo 1528 bottiglie Un’etichetta rara che racconta l’anima autentica dell’Etna, che si aggiunge alla linea Versante Sud insieme all’Etna Bianco e il macerato e nasce da vigne che si trovano all’interno della caldera di un cratere vulcanico spento a 850 metri sul livello del mare.

Murgo rappresenta una delle realtà storiche dell’Etna, con una lunga tradizione familiare che ha saputo valorizzare il territorio attraverso una produzione identitaria e coerente. La cantina è particolarmente nota per i suoi spumanti metodo classico da Nerello Mascalese, la famiglia Scammacca del Murgo infatti è stata la prima a credere nelle potenzialità di questa tipologia sul vulcano e in Sicilia. Accanto alle bollicine, la produzione comprende vini bianchi e rossi che raccontano l’eleganza e la complessità dei suoli lavici etnei. Una realtà che unisce esperienza, continuità e visione, contribuendo a consolidare il prestigio dell’Etna nel panorama vitivinicolo internazionale.

