(Agen Food) – 21 set. – Donne preparate, altamente qualificate e presenti in ruoli chiave…

A Filippo La Mantia il Premio Artusi 2024
(Agen Food) – Forlimpopoli (Fc), 18 ott. – Va a Filippo La Mantia il Premio Artusi 2024 per il suo grande impegno volto a mettere al centro la cucina come veicolo di pace, solidarietà e tolleranza, con particolare riferimento al mondo delle carceri italiane.
La cerimonia di consegna, prevista sabato 19 ottobre alle ore 17 in Casa Artusi, vuole essere anche un’occasione di approfondimento sul tema e per questo, oltre a Filippo La Mantia, saranno presenti Milena Garavini (sindaca di Forlimpopoli), Laila Tentoni (presidente di Casa Artusi), Sandro Gallo (referente Associazione Prisonfelloship dell’Emilia-Romagna), Lia Benvenuti (direttrice dell’agenzia formativa di Forlì – Cesena Technè), Roberto Morgantini (fondatore delle cucine popolari di Bologna), introduce e coordina Andrea Segrè (Comitato Scientifico Casa Artusi, Università di Bologna).
Consegna il Premio Artusi 2024 a La Mantia l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini.
A seguire un viaggio musicale, tra il blues e il rock, con la chitarra acustica e la voce di Giuseppe Scarpato, chitarrista e produttore tra i più apprezzati in Italia, con sorpresa finale che coinvolge anche il Premio Artusi 2024.
Per concludere aperitivo con caponata e cous cous (ricetta artusiana n 47) a cura di Casa Artusi e Filippo La Mantia.
L’ingresso è libero, consigliata prenotazione.
“Il Premio Artusi, proposto dal Comitato Scientifico di Casa Artusi, pone ogni anno una straordinaria riflessione sui valori correlati al cibo che condividiamo con grande interesse – dichiara la Sindaca di Forlimpopoli Milena Garavini – Ben felici di accogliere quest’anno Filippo La Mantia e ascoltare la sua singolare storia.”
“Grande cucina e grande cuore, come spesso accade, vanno di pari passo perché cucinare è un atto d’amore e di cura verso gli altri – dichiara il vicesindaco e assessore alla Cultura Enrico Monti – È un onore consegnare il Premio Artusi a Filippo La Mantia, oste e cuoco. Il pensiero originale di Artusi trova oggi la sua massima espressione con l’opera di La Mantia, legare il concetto di solidarietà al cibo è un messaggio positivo e potente che fa da insegnamento per la nostra società”.
Filippo La Mantia, oste e cuoco come ama autodefinirsi, ha una storia personale e pubblica straordinaria che lo lega al cibo, alla cucina e alla solidarietà.
Fotoreporter di mafia nella Palermo negli anni delle stragi, viene incarcerato ingiustamente (verrà poi scagionato da Giovanni Falcone) e in carcere inizia a cucinare per i compagni di cella. Una volta uscito, questa diventerà la sua professione ma la “cucina nelle case circondariali” rimarrà un progetto che ha mantenuto vivo nel tempo andando a cucinare una volta all’anno nelle carceri italiane. È proprio il progetto: “L’altra cucina, per un pranzo d’amore”, organizzato assieme a Prison Fellowship e per il suo impegno a portare nelle carceri la valorizzazione della cucina, della sua biodiversità e della convivialità nel rispetto dell’essere umano privato della libertà mettendo al centro un mondo sconosciuto che spesso si vuole dimenticare e isolare che vuole essere al centro del riconoscimento della Città Artusiana. Filippo La Mantia ha dimostrato grande sensibilità sociale cucinando negli ospedali, per i più poveri durante il Covid, per iniziative contro lo spreco alimentare considerando la cucina come veicolo di pace e tolleranza.
