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Giornata delle api, D’Eramo: sosteniamo gli apicoltori e i prodotti di qualità
(Agen Food)- Rocca San Giovanni (CH), 20 mag. – Il Sottosegretario all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Luigi D’Eramo, ha partecipato al convegno sulla Giornata Mondiale delle api organizzato a Rocca San Giovanni, provincia di Chieti.
In tale occasione il Sottosegretario ha dichiarato quanto segue: “La giornata di oggi offre l’occasione per ricordare non solo l’importanza delle api e degli altri impollinatori per salvaguardare la biodiversità e la produzione agricola, ma anche il ruolo e il lavoro degli apicoltori, essenziale per la loro sopravvivenza. Siamo consapevoli delle criticità che sta affrontando in questo momento la filiera, dai cambiamenti climatici all’inquinamento, dalla concorrenza sleale alle frodi fino alla crisi dei consumi. Per questo stiamo lavorando a misure che, sia nel breve sia nel medio periodo, possano aiutare i nostri produttori”.
Il convegno si è svolto da Miele in Cooperativa e Confcooperative Fedagripesca nell’ambito di “Generazione Honey”, campagna di comunicazione promossa da Agri Rete Service e finanziata dal Masaf.
“Il 28 maggio – ha annunciato inoltre D’Eramo – ho convocato al ministero una nuova riunione del tavolo di settore. Con l’ok definitivo alla Direttiva Breakfast, grazie alla determinazione dell’Italia in Ue – ha ricordato – abbiamo ottenuto uno straordinario risultato all’insegna di una maggiore trasparenza in etichetta. Vogliamo continuare su quella strada, promuovendo anche un’intensificazione dei controlli che tuteli consumatori e apicoltori da prodotti di provenienza Extra Ue. Per valorizzare il miele Made in Italy nel corso del tavolo sarà condivisa con il settore una prima stesura del Sistema di qualità nazionale. Nelle prossime settimane, inoltre, partirà la campagna di promozione realizzata con Ismea per valorizzare il miele come prodotto”.
Coldiretti Toscana parla invece della Giornata Mondiale delle Api 2024 come una festa a metà.
In Toscana sono oltre 7 mila le aziende apistiche che si prendono cura di 170 mila alveari e 20 mila sciami, un settore però che è in grandi difficoltà a causa dei cambiamenti climatici che mandando in tilt le api che non riescono più a sincronizzarsi con le piante con conseguenze non solo sulla quantità di miele prodotto, ma principalmente per le colture alimentari considerando che tre su quattro dipendono proprio dalle api e dagli altri impollinatori.
Ai rischi climatici si aggiungono i rischi per le importazioni di miele da paesi terzi di bassa qualità nei confronti del quale è bene essere preparati.
Quando si acquista un barattolo di miele occorre infatti sempre verificare con attenzione l’origine in etichetta.
La parola Italia deve essere presente per legge sulle confezioni di miele raccolte interamente sul territorio nazionale (Es. Miele italiano) mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della Ue” indicando il nome dei Paesi. Se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della Ue” con il nome dei Paesi, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della Ue”, anche qui con l’indicazione dei nomi dei Paesi.
Un ulteriore sostegno in tale direzione viene dalla nuova Direttiva Breakfast varata dall’Unione Europea che introduce un’etichetta obbligatoria e chiaramente visibile del paese di origine, e avvia un processo per creare un sistema di tracciabilità del prodotto.
