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Coldiretti, Tajani: lavoriamo a rinnovo accordo grano e crescita
(Agen Food) – Roma, 18 lug. – Anche il Ministro degli Esteri e Vicepremier, Antonio Tajani, è intervenuto all’assemblea annuale di Coldiretti, a Roma, dove si è soffermato si diverse tematiche di stringente attualità. A partire dallo stop all’accordo sul grano da parte della Russia, rispetto a cui ha spiegato: “Stiamo lavorando ad ogni livello per cercare di trovare delle soluzioni anche alternative. Il porto di Trieste è parte del corridoio deciso dall’Unione Europea per far passare la parte del grano e dei cereali. Noi stiamo insistendo per riaprire il dialogo e spingiamo affinché si possa andare verso il rinnovo dell’accordo. Non è facile, ma non bisogna rinunciare”.
Tajani ha definito quella di Mosca una “scelta scellerata che ci preoccupa molto. Per quanto riguarda il nostro Paese – ha aggiunto -, temo che ci possa essere un aumento del prezzo del grano e dei cereali, anche se noi non siamo grandi fruitori del grano che viene da quella parte del mondo”, ma secondo il Ministro “a pagare questa scelta di Mosca sono milioni di persone che vivono in condizioni di povertà in Africa. Quindi, se non ci sarà un cambiamento vivranno momenti di grande difficoltà con un incremento dei flussi migratori”.
Tajani ha risposto poi anche a proposito dei continui aumenti dei tassi di interesse affermando: “Non condivido quello che fa la BCE: è vero che è un istituto bancario indipendente, ma aumentare i tassi d’interesse quando l’inflazione è provocata dall’aumento delle materie prime non funziona. La banca non deve mettere in ginocchio imprese e famiglie. Aumentare i tassi spaventa, abbiamo 1.800 miliardi di euro in risparmi bloccati nelle banche. Noi dobbiamo fare il contrario: favorire la crescita”.
“Dobbiamo realizzare una rivoluzione liberale – ha piuttosto affermato Tajani -, un tassello al giorno, abbiamo cinque anni per farlo. Ogni decisione di ogni giorno è una tessera del mosaico per la nostra rivoluzione liberale che significa anche maggiore benessere economico per gli italiani. L’obiettivo è questo”.
Infine, rispondendo sul tema dei fenomeni migratori, il Vicepremier ha detto: “Se vogliamo affrontare il problema della migrazione dobbiamo affrontare la crescita economica dell’Africa. Vogliamo che il saper fare italiano e le nostre imprese diventino una presenza forte in Africa. La politica estera non è un’esclusiva del Ministro e della diplomazia: la fanno tutti gli italiani, i ministri, le organizzazioni, le imprese che operano al di là dei nostri confini. Attraverso le nostre ambasciate queste imprese devono essere messe in condizioni di operare al meglio e portare il saper fare italiano all’estero”.
