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Agrifood globale: un sistema in trasformazione tra crescita della domanda, nuove abitudini di consumo e centralità del Made in Italy

(Agen Food) – Roma, 07 mag. – La popolazione mondiale ha raggiunto gli 8,2 miliardi di persone, di cui circa la metà appartenente alla classe media, e si stima che supererà i 10 miliardi nei prossimi 50-60 anni. In questo scenario, il sistema agroalimentare globale rappresenta uno dei pilastri strutturali dell’economia mondiale, con un valore complessivo stimato in circa 14,4 trilioni di dollari lungo l’intera filiera, dalla produzione agricola al consumo finale.

Il valore della produzione agricola primaria mondiale si attesta intorno ai 5 trilioni di dollari, includendo coltivazioni e allevamento ed escludendo le fasi di trasformazione industriale, distribuzione e ristorazione. Questo segmento è atteso crescere del 14% entro il 2034.

Il mercato globale Food & Beverage, che comprende trasformazione industriale, retail e foodservice, è invece stimato in circa 9,4 trilioni di dollari e dovrebbe crescere nei prossimi 15 anni a un tasso medio annuo (CAGR) del 3,75%, fino a raggiungere 11,8 trilioni di dollari nel 2031.


L’occupazione nell’agrifood e le disuguaglianze globali

Il 39% degli occupati mondiali lavora nel comparto agrifood: oltre un miliardo di persone lungo tutta la filiera. La concentrazione è particolarmente elevata nei Paesi emergenti, dove l’agricoltura rappresenta una quota significativa dell’occupazione totale.

In Africa il settore impiega oltre il 60% della forza lavoro, in Asia supera il 40%, mentre nelle economie avanzate l’occupazione si concentra sempre più nelle fasi a valle della filiera. In Europa, solo il 14,2% della forza lavoro è impiegata nell’agroalimentare, mentre nelle Americhe la quota sale al 22,2%.


Commercio internazionale e catene del valore

I principali esportatori alimentari sono Stati Uniti, Brasile, Paesi Bassi, Germania, Cina, Francia, Canada, Spagna e Italia. L’Europa, nel suo complesso, è uno dei maggiori esportatori mondiali di prodotti alimentari trasformati ad alto valore aggiunto.

I principali importatori risultano Stati Uniti, Cina, Unione Europea, Giappone e Regno Unito, a testimonianza di modelli di consumo evoluti e di una crescente integrazione nelle catene globali del valore.

La filiera agroalimentare si sviluppa attraverso una sequenza di fasi strettamente interconnesse, ciascuna delle quali contribuisce alla creazione di valore ma presenta anche specifiche criticità e differenti livelli di rischio.


Trasformazioni recenti del settore

Negli ultimi anni, il comparto agrifood è stato attraversato da profonde trasformazioni. L’aumento della popolazione e la crescita della classe media nei Paesi emergenti hanno sostenuto la domanda globale di alimenti. Parallelamente, si sono intensificate le pressioni sui costi, in particolare per materie prime ed energia, e si sono moltiplicati gli shock esogeni legati a tensioni geopolitiche e interruzioni delle catene di approvvigionamento.


Nuovi comportamenti di consumo e centralità del benessere

Le scelte dei consumatori stanno evolvendo lungo quattro principali direttrici:

  • maggiore attenzione al prezzo e crescita delle private label;
  • disponibilità a pagare un premium per prodotti salutistici e funzionali;
  • rafforzamento del consumo fuori casa;
  • ritorno alla cucina domestica.

La dimensione del benessere assume un ruolo sempre più centrale. Il mercato globale del wellness legato all’alimentazione è stimato in oltre 1.800 miliardi di dollari, con una crescente domanda di prodotti a ridotto contenuto di zuccheri, grassi e alcol, alimenti plant-based e soluzioni nutrizionali funzionali.

La FAO evidenzia inoltre una crescente polarizzazione dei modelli alimentari: mentre in alcune aree del mondo persistono fenomeni di sottoalimentazione, nei Paesi avanzati aumentano obesità e malattie non trasmissibili legate a diete scorrette. In Europa oltre un quarto della popolazione adulta è obesa, rendendo strategica la trasformazione dei modelli di consumo.


Il ruolo del Made in Italy agroalimentare

Un settore chiave per l’economia italiana

L’agroalimentare è uno dei principali asset del Made in Italy. L’intera filiera – dalle attività agricole alla distribuzione, passando per industria e logistica – nel 2023 ha generato oltre 660 miliardi di euro di fatturato e 141 miliardi di valore aggiunto, con circa 791.000 imprese e oltre 3 milioni di occupati, di cui 580.000 nell’industria.

L’Italia conta 858 prodotti agroalimentari e vitivinicoli a denominazione DOP, IGP e STG, il numero più alto in Europa.


Export in crescita e performance dei comparti

Tra il 2019 e il 2025 l’export agroalimentare italiano è cresciuto a un tasso annuo composto dell’8,1%, superiore al +5% dell’export complessivo. Il settore rappresenta circa il 10% delle esportazioni nazionali.

Nel 2025 il comparto ha raggiunto 72,5 miliardi di euro (+5%), di cui:

  • 62,5 miliardi tra alimentari, bevande e tabacco
  • 10 miliardi di prodotti agricoli

Tra i comparti più dinamici:

  • altri prodotti alimentari (+12,7%)
  • prodotti agricoli (+9,4%)
  • formaggi e latticini (+13,7%)
  • carni (+10,4%)
  • prodotti da forno e farinacei (+3%)

In calo invece:

  • bevande (-2,5%), in particolare vino (-3,7%)
  • oli e grassi (-8,6%), con forte contrazione dell’olio d’oliva (-20%)

Il contributo dei territori italiani

L’Italia si distingue per una forte diversità territoriale che si traduce in eccellenze produttive:

  • Emilia-Romagna: 13,1 miliardi (+8%)
  • Lombardia: 11,8 miliardi (+8%)
  • Veneto: 10,5 miliardi (+4,8%)
  • Piemonte: 10,2 miliardi (+8,6%)

Crescita a doppia cifra per:

  • Sicilia (+11%)
  • Friuli-Venezia Giulia (+11,6%)

Mercati internazionali e nuove opportunità

Circa il 59% dell’export agroalimentare italiano è destinato ai Paesi UE. Germania, Francia e Stati Uniti rappresentano da soli quasi il 37% delle vendite.

In forte crescita:

  • Germania (+7,2%)
  • Francia (+6,1%)
  • Spagna (+13,1%)
  • Polonia, Romania, Repubblica Ceca e Croazia (tra +9% e +15%)

In difficoltà invece gli Stati Uniti (-4,5%), penalizzati dall’incertezza geopolitica e dall’aumento dei dazi.

Particolarmente dinamici anche mercati emergenti come Turchia (+14%) e Marocco (+71,2%), trainati da modernizzazione distributiva e crescita del settore horeca.


Asia, nuovo baricentro della domanda

Le prospettive più promettenti si concentrano in Asia, dove si prevede la crescita di quasi un terzo della nuova domanda globale di alimenti entro il 2034.

  • Corea del Sud (+8,3%): domanda sofisticata e orientata alla qualità
  • Vietnam (+4,1%): urbanizzazione e crescita del reddito
  • India: forte potenziale nei segmenti premium e horeca

La crescente classe media asiatica, insieme all’evoluzione dei gusti e alla ricerca di sicurezza alimentare, rappresenta un driver strategico per l’export italiano.


Strategia e prospettive

La diversificazione dei mercati è la leva fondamentale per la crescita futura del settore. In questa direzione si inseriscono gli accordi commerciali dell’Unione Europea con Mercosur, India e Australia, che prevedono una significativa riduzione delle barriere tariffarie sui prodotti agroalimentari, storicamente penalizzati.

Questi accordi aprono nuove opportunità per il Made in Italy, rafforzandone la competitività sui mercati internazionali.

https://www.sace.it

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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