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Agea: Rafforzare la promozione del vino verso i paesi terzi
(Agen Food) – Verona, 07 apr. – Agea ha partecipato alla prima giornata della 57ma edizione del Vinitaly con una tavola rotonda dal titolo “Vino e promozione nei Paesi Terzi: la normativa, la filiera del territorio e il ruolo di Agea“. Alla presenza delle sigle nazionali e dei consorzi di filiera, si è aperta la riflessione sulla Promozione del Vino verso i Paesi Terzi – intervento unionale gestito a livello nazionale e regionale con bandi specifici che disciplinano l’accesso ai finanziamenti.
Cosa significa convergere gli sforzi e le opportunità sulla Promozione? Dagli interventi di tutti gli interlocutori è emerso un approccio prettamente pragmatico: fare squadra e semplificare le procedure. I lavori sono stati moderati dal Dr Carfì, Direttore Organismo di Coordinamento di Agea che ha esordito con un apprezzato “noi siamo qualità, non quantità“. Poi la parola ai relatori.
Luca Rigotti (Confcooperative-FedagriPesca) – ha articolato il proprio intervento su dinamicità e flessibilità. Se da una parte la preoccupazione è quella di evidenziare come gli USA sono il primo mercato dell’export italiano, dall’altro ha esortato la costruzione e il rafforzamento di un confronto attivo e collaborativo con i policy maker (UE; MASAF; Agea) per evitare di perdere la competitività italiana.
Cristina Tinelli (Confagricoltura) – “la pragmaticità passa per la semplificazione che deve essere effettiva e concreta” ha affermato. “Siamo la culla della promozione attraverso l’OCM e adesso è il momento di aggredire nuovi mercati. I dazi? Situazione difficile ma di vigile attesa, anche sulle barriere non tariffarie ma senza allarmismi”.
Filippo Mobrici (FederDoc) – anche la posizione di Federdoc è quella di aprire nuovi scenari in cui le istituzioni abbiano una parte fondamentale. La priorità, ha affermato il Dr Mobrici, è quella di non cedere alla preoccupazione ma di focalizzare l’attenzione sulla resilienza del nostro Paese. L’atteggiamento, anche in questo caso, è rivolto al monitoraggio di quello che succederà nei prossimi mesi ma è fin d’ora indispensabile mantenere aperto il tavolo di confronto per poter attivare tutte le risorse e le competenze.
Carmen Caruccio (Unione Italiana Vini) – il focus è stato sui dazi. “Gli USA sono lo specchio dell’export. Il 35% dei progetti presentati dai nostri associati è diretto al mercato americano” ha sostenuto. E da qui le parole chiave: semplificazione e flessibilità – “ll sistema è troppo complesso, troppo difficile, soprattutto le piccole e micro aziende hanno paura di eventuali sanzioni a fronte di errori. Le proposte avanzate, pertanto, possono riassumersi” seguendo il ragionamento della Dssa Caruccio, “nell’agevolare e tutelare le aziende nelle attività programmate e nella rimodulazione delle azioni durante la progettazione” con un riferimento chiaro alla collaborazione auspicata da tutti i relatori.
Fabio Refrigeri (Coldiretti) – una posizione, la sua, forte e sentita che accomuna tutto il tavolo di discussione. “Abbiamo un anno di fronte e parametriamo quello che abbiamo fatto. Il colloquio non è mai mancato: oggi è il primo weekend dopo i dazi aspettiamo di vedere cosa succede. Si è prodotto un allarme di grande incertezza – introdurre deroghe è prezioso ma vediamo e analizziamo se c’è qualche altro mercato. È un tempo completamente nuovo. Tra un anno ne riparliamo dati alla mano” ha affermato il Dr Refrigeri.
Domenico Mastrogiovanni (CIA) – ancora semplificazione: frutto di procedure, metodo e dialogo. “Se con il MASAF c’è un rapporto reciproco e fruttuoso, Agea ha dimostrato capacità di reazione alle difficoltà intervenute. Vi chiediamo supporto perché spesso non riusciamo a capire dove sbagliamo: serve un vocabolario condiviso che faccia capire ai piccoli come muoversi e intercettare progetti facili da realizzare” ha sostenuto durante il suo intervento il Dr Mastrogiovanni concludendo come il mondo non va indietro e la frase “noi siamo pronti” non è un semplice slogan ma la determinazione e convinzione dei nostri agricoltori, evidenziando che se il problema sono gli USA e le cose non sono scritte sulla pietra, proporre progetti su nuovi paesi target aumenta e alimenta nuove strade.
Alessandro Cuscianna (Copagri) – ha affrontato il binomio dazi/dipendenza: il mercato ora è spaventato e il pensiero è come procedere per acquistare nuovi sbocchi per non essere così dipendenti. Nel discorso si è fatto cenno ai dati e all’importanza di averne di precisi e monitorati: “se non si riesce a misurare, infatti, non si riesce a migliorare il nostro posizionamento nei paesi terzi” ha concluso.
Stefano Sequino (Consorzio DOC delle Venezie) – “il consorzio rappresenta 3 regioni – Veneto, Friuli Venezia-Giulia e la provincia di Trento, esporta 230 milioni di cui la cui metà è destinata agli USA. La preoccupazione è alta” ha affermato il Dr Sequino. Anche nel suo intervento si è evidenziato come il consolidamento dei mercati sia una necessità e occorra presidiare i mercati, anche se maturi. “Mollare” sulla promozione significa, infatti, lasciare spazio ad altri prodotti non italiani. “Ci servono strumenti nuovi e un po’ di coraggio” lo slogan che ha chiuso l’intervento.
Le somme della tavola rotonda sono state tirate dal Direttore di Agea, il dr Fabio Vitale: l’appuntamento è per il prossimo anno, a Verona, per portare i risultati specifici delle riflessioni proposte durante la tavola rotonda. “L’obbligo di questi tempi è quello di farci trovare pronti a ogni situazione” ha esordito il Direttore, “sono 2 anni che abbiamo costruito in Agea una nuova visione: oggi ci troviamo in una situazione in cui dati – certificati e misurati – insieme a competenze e capacità ci garantiscono un ruolo di protagonismo nel settore agroalimentare. Noi dobbiamo fare sistema: con la UE e con le Regioni e soprattutto con la filiera”. E l’affondo sulla gestione dei dati è stato particolarmente forte: “la gestione del dato ha significato una rivoluzione sia organizzativa – con l’acquisizione di SIN – sia in termini di valorizzazione del patrimonio informativo – sia dato grezzo sia dato lavorato. Una visione che sta dando i suoi frutti a 360°: dalle erogazioni relative agli interventi unionali, al supporto del settore attraverso la gestione del rischio” – lunedì verranno erogati ulteriori 101 milioni di euro. “I finanziamenti, quindi, come leva e amplificazione del nostro posizionamento a livello globale. Da qui, il dialogo competitivo: Agea parla con le aziende per andare incontro alle esigenze delle aziende. Così si realizza quel Sistema Paese che porta il made in Italy in tutto il mondo. Dobbiamo entrare nell’ottica che il sistema dei pagamenti ha bisogno di programmazione. E la programmazione deve coinvolgere più interlocutori: la task force è diventato il leit motiv dell’operato di Agea, per ogni misura e ogni intervento. Solo così raggiungiamo i risultati auspicati dai nostri agricoltori e allevatori” ha concluso Vitale.
