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La nuova sfida di Elena Casadei in Casentino: l’Orpicchio

(Agen Food) – Pratovecchio Stia, 04 apr. – Una buccia particolarmente dura e spessa, una naturale ricchezza di acidità, la particolare vocazione del terroir in Casentino. È questo mix di peculiarità ad aver convinto Elena Casadei a percorrere una nuova sfida di nome Orpicchio, antico vitigno autoctono a bacca bianca toscano, che entra a far parte del progetto Le Anfore di Elena Casadei.

L’Orpicchio viene allevato in un vigneto di mezzo ettaro dell’azienda Terre di Romena in Casentino, ultima frontiera enologica di Famiglia Casadei, che ha debuttato lo scorso anno con i primi due vini. Si tratta di una varietà autoctona toscana originaria del Valdarno, di cui si hanno testimonianze della sua coltivazione a inizio ‘900 ma che è stata riscoperta nel 2007 e poi inserita, l’anno successivo, nell’elenco delle varietà di vite classificate idonee alla produzione di uva da vino della Regione Toscana.

“Abbiamo scelto di allevare l’Orpicchio nel Casentino – spiega la giovane vigneronne – anche per le particolari condizioni climatiche di questo contesto che ci permettono di esaltare le sue peculiarità come la grande freschezza e l’acidità, con la prospettiva di poter evolvere con il passare del tempo. Le escursioni termiche che si registrano tra la notte e il giorno insieme alle caratteristiche dei suoli, dotati di una buona componente di argilla, si sono rivelati ideali per questa particolare varietà, che ben si adatta alle sfide che i cambiamenti climatici stanno ponendo al mondo della viticoltura in questo momento”.

L’Orpicchio Toscana IGT 2024 si ottiene con uve allevate secondo la filosofia BioIntegrale® che caratterizza tutti i vini della linea “Le Anfore di Elena Casadei”, nata nel 2013, che vede la giovane produttrice toscana curare tutte le fasi di vinificazione, partendo dalla selezione delle migliori uve di alcune varietà provenienti dalle quattro aziende di Famiglia Casadei: Castello del Trebbio nel Chianti Rufina, Tenuta Casadei a Suvereto, Olianas nel Sarcidano in Sardegna e, ultima arrivata, Terre di Romena nel Casentino.


La vendemmia si è svolta verso la fine settembre, e una volta diraspate, le uve di Orpicchio sono state riposte all’interno di anfore di terracotta dove si è svolta sia la fermentazione che la successiva macerazione sulle bucce durata più di 100 giorni. “In questo caso ho scelto anfore dell’Impruneta – spiega Elena Casadei – poiché la chiusura ermetica, diventa essenziale durante la fase di post-fermentazione alcolica, e mi ha permesso grazie ad una continua micro-ossigenazione, di mantenere la freschezza e l’integrità aromatica di questo varietale”.

Nei primi giorni di gennaio è stata effettuata la svinatura ed è iniziato l’affinamento in bottiglia che durerà almeno 6 mesi. “Non è un orange wine. Le caratteristiche dell’Orpicchio, a partire dalla sua grande acidità, insieme alla lunga macerazione sulle bucce, molto spesse e perfette per questo tipo di lavorazione, ci hanno consentito di ricavare un vino molto integro, vivo, già a partire dal colore, che può affrontare ora un lungo affinamento in bottiglia ed evolvere nel tempo”.

Il primo millesimo di Orpicchio Toscana IGT diventa la nona etichetta della linea “Le Anfore di Elena Casadei”e verrà commercializzato in sole 700 bottiglie con l’obiettivo di arrivare a 2.000 nelle prossime vendemmie.

“Siamo molto soddisfatti di questo primo risultato che conferma la visione che ha sempre animato questo progetto – conclude Elena Casadei –. L’anfora è uno strumento ideale, una sorta di cassa acustica, a nostra disposizione, che consente di esaltare nel vino le caratteristiche di partenza di una varietà e quelle del suo territorio di origine”.

Al Vinitaly 2025 di Verona (Hall 9 | Stand C5), sarà possibile degustare in anteprima l’Orpicchio Toscana IGT 2024 de Le Anfore di Elena Casadei.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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